Giornalismo locale e comunità, da paesi invisibili a esperienze da raccontare

In Sala Varese Vive si è tenuto un incontro sul giornalismo locale nei borghi italiani. L’Associazione Nazionale Stampa Online (A.N.S.O) in collaborazione con Google News Initiative ha proposto un progetto che valorizzi il giornalismo iperlocale dando voce proprio ai borghi, spesso invisibili nella narrazione giornalistica. L’Italia, infatti, ha oltre ottomila comuni e decine di migliaia di Borghi spesso dimenticati perché fuori dagli itinerari turistici.

Anna Rizzo, antropologa culturale, ha spiegato che esiste una spinta a raccontare i borghi come piccole start up dimenticandosi dei loro abitanti. «Quando si parla di borghi invisibili, si parla di persone invisibili che vivono grandi disuguaglianze – racconta – che non riescono ad autodeterminarsi».
Sulla stessa linea Nathalie Grance, giornalista di Aosta24, che ha messo in luce anche i limiti quotidiani nei territori montani: «La montagna è usata come parco divertimenti che si riempie nella stagione sciistica invernale e durante il periodo estivo, ma si svuota nel resto dell’anno. Rimane la fatica delle persone che scelgono di rimanere a viverci, in particolar modo nei comuni sopra i 1500 metri di altitudine». Proprio la Valle d’Aosta è a rischio idrogeologico all’85% a causa dello spopolamento del territorio e dello sfruttamento temporaneo delle sue risorse naturali.

Questo problema coinvolge anche il Sud Italia, come ha raccontato Giacomo Di Girolamo, direttore di Tp24: «I borghi sono diventati set cinematografici, attrazioni da fine settimana. Poggioreale, ad esempio, è un paese fantasma fermo alle rovine del 1968, usato dalla Nato e dalla Protezione Civile».

In conclusione Davide Agazzi, direttore di BergamoNews, ha puntualizzato come il racconto giornalistico sia fondamentale per far tornare un equilibrio antropologico in queste comunità, abbandonate a loro stesse.