Tempi limitati, spazi dilatati

Vecchio e nuovo, carta e web, generazioni diverse di giornalisti a confronto, ma anche problemi economici. Queste sono parte delle sfide che oggi le redazioni si trovano ad affrontare. Al panel “Tempi limitati, spazi dilatati” fulcro del dibattito è stato il lento declino verso cui si avvia la carta e la necessità per le realtà giornalistiche locali di aprirsi ai giovani senza cadere nel “giovanilismo”, cercando un’armonia tra chi ha anni di esperienza alle spalle e chi invece si sta affacciando a questa professione.

Cinque direttori di testate locali si sono confrontati in una tavola rotonda sui giovani giornalisti, poco presenti nelle redazioni, sia locali sia nazionali. Andrea Filippi, direttore de La Provincia Pavese, Diego Minonzio, direttore de La Provincia, Silvestro Pascarella, direttore de La Prealpina e Lorenzo Rinaldi, direttore de Il Cittadino di Lodi, hanno espresso la difficoltà nell’assumere risorse giovani come collaboratori per la mancanza di risorse economiche. Nunzia Vallini, direttrice de Il Giornale di Brescia, ha sottolineato, però, come la difficoltà sia anche quella di avere giornalisti esperti che accompagnino le nuove figure giornalistiche nel loro percorso di crescita. Sebbene, infatti, i giovani siano portatori di nuove idee ed energie non c’è spazio per loro.

Proprio per questo motivo, i giornali locali sono costretti a far ricorso ad altri progetti: raccolte fondi, esperienze, incontri con le scuole. La Provincia di Lodi, ad esempio, ha organizzato l’alternanza scuola-lavoro con alcuni istituti superiori e la Provincia Pavese coinvolge ragazzi delle scuole una volta a settimana.

In conclusione, si è cercato di capire che rapporto intercorre tra i quotidiani locali e la Regione Lombardia. La Prealpina declina in chiave locale temi che hanno respiro regionale, come il trasporto e la viabilità e anche Il Giornale di Brescia cerca di mantenere tante finestre aperte sia sul piano nazionale sia sul piano europeo. Secondo Diego Minonzio, direttore de La Provincia, però, non è tutto così facile perché non esiste una Lombardia unita, ma solo una Lombardia orientata alla città di Milano.