A.A.A. Giuseppe Verdi Vendesi  

di Maurizio Badiani

In quello che era il book shop un cartello appiccicato con lo scotch recita un laconico “TUTTO A META’ PREZZO”. 

Si svende: libri, storia, ricordi. E anche la villa. 

Se siete dotati di un buon portafoglio potete far vostro un pezzo di storia nazionale.

La casa – museo di Sant’Agata di Villanova D’Arda, dove Giuseppe Verdi visse per quasi 50 anni, tra due giorni chiude i battenti per sempre e sul cancello comparirà la scritta “Vendesi”, come se fosse un bilocale di un condominio qualsiasi.

Colpa di una lite tra eredi: nessuno dei due figli di Alberto Carrara Verdi è in grado di rilevare la quota dell’altro. 

Da qui la decisione di vendere. 

Questo nonostante che il musicista, prima di morire, avesse lasciato volontà precise: “Villa e giardino dovranno restare così come sono”.

Il timore che la villa, insieme al proprietario, cambi destinazione è grande. 

All’interno non c’è solo la storia di uno dei più grandi musicisti italiani ma di una vera e propria “gloria nazionale”.

Verdi, insieme a Mazzini e Garibaldi, è stato un’icona del nostro Risorgimento.

Dentro a quella villa c’è un pezzetto di tutti noi.

Ho letto che qualche “autorità politica” del Piacentino, dove sorge la villa, sta cercando – anche se tardivamente – di correre ai ripari per evitare il peggio.

La Regione o lo Stato possono – se vogliono – esercitare il diritto di prelazione sulla vendita. Mi auguro che lo facciano. 

Gentile Dottor Gennaro Sangiuliano – neo ministro della Cultura – questa è la sua prima carta da giocare. 

Se c’è, per favore, batta un colpo. 

Grazie.