Parole & Pietre 

di Maurizio Badiani

Le parole sono pietre. E negli ultimi giorni abbiamo assistito a più di una sassaiola. Ha cominciato quel discolo di Berlusconi che ha inanellato una gragnuola di – supponente – prepotente – arrogante – all’indirizzo dell’amica di cordata Giorgia Meloni. La quale ha replicato al cavaliere ricordandogli che a quella salva di proiettili ne mancava uno: non ricattabile.

Letta, in tournée, ha giudicato “incendiarie” le scelte dei presidenti appena eletti alla Camera e al Senato. 

Ai tiratori di sassi della politica si aggiungono poi quelli della TV e della carta stampata. Gad Lerner, due sere fa, ha dato in prime time del “bollito” a Berlusconi e della “badante” ad una senatrice della repubblica, offendendo così – in ordine – in un sol colpo: 1) Berlusconi 2) la senatrice 3) e tutte le badanti d’Italia. 

Un altro commentatore di cui ho dimenticato il nome ha dichiarato che il neoeletto Fontana è uno a cui nessuno farebbe amministrare un condominio. Cosa che tecnicamente corrisponde al vero: il neoeletto ha 3 lauree e si avvia a prenderne una quarta ma non mi risulta che abbia mai fatto un corso serale per gestire liti tra inquilini.

Personalmente consiglierei a tutti di abbassare i toni. E, in certi casi, a non dar fiato ai polmoni. Si evitano così due spiacevoli consequenze: respirare aria cattiva (ce n’è fin troppa in giro) e dire cose di cui uno può in seguito pentirsi. 

Come diceva Orazio nella sua Ars poetica “Nescit vox missa reverti”. 

Parola detta non torna indietro. Proprio come fa un sasso, una volta tirato.