Il Parco delle Madonie sbarca sul social cinese WeChat

Il Parco delle Madonie sbarca su WeChat, il maggiore social media cinese con circa un miliardo e mezzo di utenti. Uno strumento fondamentale per incrementare il turismo cinese e non solo.

«Un plauso a questa iniziativa – afferma l’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente, Toto Cordaro – che offre l’opportunità di ampliare la platea dei visitatori e il mercato verso il comprensorio madonita e la Sicilia in generale, diffondendo in Oriente i tesori di questo territorio attraverso i più moderni sistemi di comunicazione».

«Questo progetto – spiega il presidente dell’ente Parco delle Madonie, Angelo Merlino – rappresenta uno di quegli obiettivi che mi ero posto fin dal mio insediamento. Con gli allentamenti delle restrizioni ai viaggi e con il ritorno dei turisti stranieri si aprono nuove possibilità per lo sviluppo turistico delle nostre aree. Inoltre, il mercato cinese rappresenta un pubblico potenziale di oltre un miliardo di perone. Avere la possibilità di attirare anche solo l’1% di questa popolazione potrebbe portare un potenziale di 10.000 visitatori. Inoltre, la cosa che ci rende particolarmente orgogliosi è che siamo il primo Geopark europeo ad attivare un account in lingua cinese, allargando sempre più le nostre referenze internazionali. Un grazie al Peppuccio Bonomo, referente del Geopark che ha curato l’iter e curato i contatti per portare a termine questa iniziativa importantissima per la promozione del Parco delle Madonie».

Attraverso WeChat sarà raccontata la storia del paesaggio e della forma del territorio madonita a un pubblico sempre più ampio, promuovendo il turismo sostenibile, trasmettendo la conoscenza del Madonie Geopark in una lingua nativa di quasi un miliardo e mezzo di persone. Per fare questo il Parco delle Madonie utilizzerà la nuova tecnologia finlandese Magmatao per accedere ai social media cinesi. WeChat è la piattaforma ideale per i geoparchi che vogliono guardare al grande mercato turistico cinese, dove l’interesse per la visita di siti culturali o storici è aumentato dal 39% al 44%.