Dalla locandina agli attori influencer: l’evoluzione del film marketing e l’esempio social di Russel Crowe

Un tempo erano le pure, semplici e formali locandine, poi sono arrivati i trailer, gli spot televisivi e il passaggio inevitabile all’universo dei social network. Nell’era di Facebook e Instagram, l’industria cinematografica ha colto la palla al balzo e, nel volgere di pochi anni, si è resa conto di poter sfruttare nuovi strumenti di filmmarketing a costo zero. Ciò non vuol dire che i produttori abbiano smesso di investire sulla pubblicità, anzi, secondo dati del 2022, gli investimenti del settore sarebbero addirittura in crescita, come assicurava a maggio Fabio Poli, Presidente di FCP-Associnema. Il successo del cinema è sempre scaturito dalla capacità di rinnovarsi non solo in campo artistico e tecnologico, ma anche in quello del marketing, passando dai poster con i personaggi agli stessi attori che si fanno influencer

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Russell Crowe e le foto sui social per sfidare i fan

Prendiamo l’esempio di Russell Crowe: per far crescere l’hype di un suo film l’attore hollywoodyano posta uno scatto fotografico e poi sfida i follower chiedendo di indovinare il luogo, esattamente come ha fatto durante le riprese della pellicola Amazon “Prizefighter“, girata a Malta come “Il Gladiatore” e anticipata sul suo account Twitter sindallo scorso novembre. Più recente, invece, l’ultima visita di Crowe nell’isola, con i fan che adesso si interrogano sul nome del prossimo titolo e, naturalmente, su quello del suo nuovo personaggio. Qualcuno ipotizza che l’attore si sia concesso semplicemente una vacanza in un posto che notoriamente ama, magari per godersi il mare oppure per divertirsi nel rinomato casinò di Portomaso chissà anche con qualche puntata alla roulette, gioco che oggi è possibile trovare in versione digitale e dal vivo nei cataloghi dei maggiori operatori online (ma dal “generale Massimo” ci aspettiamo sempre una presenza in prima linea). 

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Gli anni ’40: la locandina che anticipava il film

Se ci trovassimo negli anni ’40, per conoscere l’uscita di un nuovo film, avremmo dovuto attendere probabilmente la famosa locandina esposta davanti al cinema con il titolo in grandi caratteri e solamente il nome dell’attore protagonista. Considerato che, all’epoca, non esistevano neppure le interviste per la tv né per YouTube, per Crowe e i suoi colleghi ci sarebbe stato molto meno lavoro da fare, quantomeno in campo pubblicitario. Con la nascita delle neo-avanguardie, negli anni ’60 e ’70 la fotografia assume un ruolo sempre più preponderante nella produzione dei poster, che vengono così curati attentamente anche nell’estetica e includono alcuni fotogrammi dei film che alimentano la curiosità di chi si ferma a osservarli per la prima volta.

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I trailer, la nascita dei teaser poster e i film premiati

All’inizio del 1990 le foto degli attori soppiantarono definitivamente le illustrazioni artistiche. Arriviamo così agli anni 2000 in cui la promozione di un film rispetto alla sua uscita e la diffusione deitrailer, assumono sempre più importanza, dando vita ai cosiddetti teaser poster, composti da immagini ben riconoscibili con impressa la data di uscita della pellicola (tra questi ultimamente si sono fatti largo anche i set di character poster, dedicati a ogni singolo personaggio). Sin dal 1989 il magazine The Hollywood Reporter organizza l’evento dei “Key Art Awards“, premi assegnati ogni anno ai film che hanno saputo creare la migliore pubblicità attraverso materiali come poster e trailer. E chissà che a breve una nuova categoria di premio non possa essere destinata proprio alla promozione attraverso i social.