Balenciaga ha rotto le scarpe

di Maurizio Badiani

Nella prefazione a un un mio libro (Dalla matita al mouse, Fausto Lupetti Editore) Salvo Scibilia si poneva una domanda degna di quel fine sociologo che è.

A proposito di un vecchio spot da me realizzato per Patriarca che chiudeva col claim “Mobili per sempre” Scibilia si chiedeva se – ai nostri giorni – il concetto di durata fosse ancora un valore.

E chiosava: “Probabilmente oggi il “dura una vita” è recepito come una condanna, come una zavorra punitiva, i presupposti commerciali di catene come Zara o H&M si fondano proprio sulla transitorietà (esistenza effimera); su un’idea di qualità a buon mercato, adeguata alla volubilità delle mode e destinata a rapida obsolescenza”. La riflessione di Scibilia torna utile di fronte a una notizia di questi giorni: Balenciaga commercializzerà un paio di sneakers “Fully Destroyed”, cioè completamente distrutte, rovinate a tal punto che nessun acquirente potrà mai indossarle.

Le “scarpe inutili per camminare” saranno proposte sul mercato in edizione limitata di 100 esemplari ad una cifra di affezione: 1450 euro. Come si può facilmente intendere, in questo caso il concetto di “durabilità” è superato “ab origine”.

Le scarpe messe in vendita infatti non nascono per essere indossate ma per essere collezionate e “capitalizzate”. Ci troviamo davanti ad una variante del filone “pre-worn”, del già indossato. Solo che qui il capo di abbigliamento non verrà mai “utilizzato”, visto che sin dall’inizio rinuncia alla sua funzione. Una provocazione? Una geniale operazione pubblicitaria a basso costo? L’una non esclude l’altra, anzi le due vanno perfettamente a braccetto. Demna Gvasalia, direttore creativo di Balenciaga, si limita a dire che questo tipo di scarpe “reinterpreta un design classico con lo stile athleisure (N.d.A: fusione dei termini athletic & leisure) e l’abbigliamento casual senza tempo”. 

Davanti a quelle scarpe distrutte e inservibili la mente mi corre subito alle immagini delle calzature, militari e non, che ogni giorno ci provengono via etere dall’Ucraina in guerra, eloquenti e dolorosi frammenti di vite spezzate. 

In un mondo in dissolvimento dove tutto – persino l’arte –  si scompone e si disfa davanti ai nostri occhi (ricordate l’opera di Banksy che si è autodistrutta non appena è stata comprata?) possono ben starci anche le scarpe “fully destroyed”di Balenciaga. 

Anzi mi sembrano una metafora eloquente dei tempi che stiamo vivendo. In questo senso “calzano” a pennello.