Web3 e Metaverso, la prossima vera rivoluzione digitale?

di Pietro Cerretani, Managing Partner di Digital Events

Pietro Cerretani

La grande promessa del Web3 (più noto come Web 3.0) è data dalla decentralizzazione dei servizi Internet. Ma sarà davvero così? Per ora, le aspettative si scontrano con l’economia reale e la difficoltà di identificare possibili modelli di business, almeno nel B2B. Ma non possiamo ignorare (e sperimentare) quella che si prospetta essere la prossima grande rivoluzione digitale

Un po’ di storia

Il termine Web 3.0 apparì per la prima volta nel 2006 in un articolo di Jeffrey Zeldman, co-fondatore del Web Standards Project (WaSP), un gruppo di sviluppatori web professionisti dediti a diffondere e incoraggiare l’uso degli standard web raccomandati dal World Wide Web Consortium, cui fecero eco molti imprenditori e startupper durante il Technet Summit del novembre dello stesso anno. Ormai celebre, per esempio, la dichiarazione di Jerry Yang, fondatore e presidente di Yahoo!:

«Il Web 2.0 è ampiamente documentato e discusso. Il potere della Rete ha raggiunto la massa critica, con potenzialità sviluppabili in rete, non solo tramite hardware come console di gioco e dispositivi mobili ma anche attraverso architetture software. Non è necessario essere informatici per creare un programma. Stiamo osservando che ciò che si manifesta nel Web 2.0 e nel Web 3.0 sarà una grande estensione di tutto ciò, un vero e proprio mezzo comune… la distinzione tra professionista, semi-professionista e consumatore andrà sfocandosi creando un effetto rete per business e applicazioni».  

A rendere ancor più chiara l’idea del Web3, quasi dieci anni dopo, fu Gavin Wood, co-fondatore della blockchain di Ethereum, che affermò: «Il Web3 è una versione decentralizzata di Internet, di proprietà sia delle aziende sia degli utenti».

Nel 2014, la storia di Internet ci stava già mostrando le potenzialità (ed i limiti) del Web 2.0, incentrato sulla “socialità a porte chiuse”, una Internet delle persone tradita, da lì a pochi anni, dal potere in mano a poche BigTech che hanno imparato a guadagnare dalle persone (ossia dai dati degli utenti), spesso a loro insaputa e senza alcun consenso.

La grande promessa del Web3 è di riprendere il disegno dell’Internet delle persone, cambiando però le cose e decentralizzando i servizi digitali e la stessa Internet, per andare verso una Rete Internet decentralizzata basata su Blockchain (sulla quale per esempio già oggi “girano” i metaversi Fortnite, Roblox, Sandbox, nonché Horizon di Meta). Ed ecco come si palesa la stressa connessione tra Web3 e Metaverso. 

Web3 e Metaverso, attenzione a non confonderli

Il Web3, senza troppi giri di parole, è uno dei fondamenti del Metaverso. Ne rappresenta, di fatto, la Rete abilitante – perché modellata su architettura Blockchain (in grado di rendere concreto il concetto stesso di decentralizzazione) – grazie alla quale tutte le persone posso accedere in maniera paritaria alla rete e persino essere ricompensate per le risorse messe a disposizione (che siano risorse IT come storage, memoria o capacità computazionale, oppure dati o asset digitali, come gli NFT).

Il nesso tra Web3, Blockchain, NFT e criptovalute è fatto! 

Il Metaverso non è altro che l’espressione concreta di uno dei nuovi servizi digitali creati appositamente per il nuovo paradigma Web3. 

Verso l’economia distribuita?

Il Web3 dovrebbe dunque darci quella ricchezza e quella libertà già promesse dal Web 2.0 ma con un tassello tecnologico abilitante che prima mancava, la Blockchain quale pilastro su cui rendere concreta la decentralizzazione.

Una democratizzazione che, però, ad oggi, non è ancora così visibile. Accedere ai Metaversi, solo per fare un esempio, non è così semplice come sembra (serve acquistare criptomoneta da un Exchange, trasferire le criptomonete in un wallet che va poi connesso al metaverso all’interno del quale si vuole entrare).

Non solo, la vera decentralizzazione avverrebbe se ogni singolo utente avesse un nodo Blockchain nel proprio Pc o nel proprio smartphone. Condizione, ad oggi, troppo complessa per essere raggiunta.

Per ovviare a questi limiti, stanno nascendo player che vendono l’accesso ai nodi delle Blockchain e servizi di gestione dei wallet di criptovalute, ma così si torna alla “casella del Via”, si ritorna ad avere big player che gestiscono servizi sfruttando i dati degli utenti.

Tuttavia, se da un lato è innegabilmente presto per gridare alla rivoluzione, dall’altro non si possono ignorare gli evidenti segnali di cambiamento che arrivano, e non solo lato NFT e criptovalute. Il Metaverso è certamente quello più “rumoroso” ma ci sono esempi concreti anche nell’ambito della cosiddetta finanza decentralizzata (DEFI – Decentralized Finace) e delle DAO, Decentralized Autonomous Organization.

La storia ci insegna che le persone, anche nei modelli di business B2B, cercano esperienze ingaggianti, che si tratti di semplicità di accesso a un servizio, di fruizione di contenuti, di collaboration o networking (relazionale e di business). 

Come Digital Events, forti dell’esperienza maturata nel match making B2B in chiave digitale, per esempio nell’ambito del Digital Commerce, dell’Intelligenza Artifciale, dei servizi Mobile, dei pagamenti digitali, ecc., è nostro dovere comprendere, analizzare, esplorare e sperimentare le nuove potenzialità offerte dalla tecnologia. 

La nostra capacità di costruire relazioni tra imprese (e disegnare l’experience di queste relazioni, dai contenuti ai servizi digitali per gli utenti), facendo incontrare le esigenze di chi offre soluzioni di innovazione e chi le cerca in risposta a specifiche esigenze aziendali e di business, ci porta oggi ad esplorare e sperimentare le “nuove” condizioni, del Web3, sulle quali creare il match making B2B del futuro.

Sebbene al momento il Web3 rappresenti ancora uno scenario lontano, almeno nella sua piena concretizzazione rispetto al paradigma di base, ossia un web decentralizzato basato su tecnologia Blockchain, la “promessa” di una economia distribuita rappresenta per un futuro stimolante da esplorare adesso.