La Storia di Roma e la guerra sociale raccontate in podcast da Marco Cappelli

Cos’è davvero l’Italia, Paese dai mille campanili e dalle mille tradizioni? Cosa vuol dire cittadinanza, e perché dovrebbe essere estesa, o ristretta? Quali sono le forze che possono tendere alla riforma di un sistema politico, o strapparlo fino a dilaniarlo? Cosa accade quando si permette alla violenza di entrare nelle decisioni politiche?

Se queste domande risuonano nell’Italia e nell’Europa di oggi, per i Romani del I secolo a.C. le questioni non erano diverse: anche loro si trovarono a fare i conti con un sistema che sembrava non funzionare più. Anche loro provarono a cambiarlo, e fallirono nel tentativo. Anche Roma e i popoli italici della penisola erano vicini, a lungo parte di una stessa struttura politica e allo stesso tempo estranei. La guerra sociale è un conflitto particolare, che lascia intravedere domande che hanno rilevanza ancora oggi, più di duemila anni dopo. 

Nelle 9 puntate di Guerre incivili– in esclusiva su Storytel a partire dal 21 aprile – Marco Cappelli ripercorre la storia della prima unificazione d’Italia ad opera di Roma, delle guerre mediterranee che diedero il via alla “questione italica” fino alle guerre civili tra Mario e Silla, in una ricostruzione che, alternando la fedele cronologia dei fatti all’analisi socio-economica delle trasformazioni del tempo, non può esulare dal suscitare riflessioni sul nostro presente. 

In un mondo di opinioni sempre più polarizzate e in un Paese ad alta conflittualità politica, un excursus storico che ricorda come in una guerra civile tutti i caduti, ogni soldo speso, ogni devastazione pesino sul corpo dello stesso stato: quel che eredita il vincitore non può che essere un paese devastato dalla guerra e dilaniato nella sua cultura politica. Raramente le guerre civili consolidano il potere dei governanti, perfino quello dei vincitori, e lasciano ferite che durano decenni, se non secoli.