La riforma del catasto

L’accesa discussione sulla riforma del catasto, ovvero sull’aggiornamento della banca dati catastale, è passata in secondo piano a causa delle cronache sulla guerra in Ucraina, ma ha avuto risvolti politici rilevanti nell’ambito politico. L’opinione pubblica, da quel che emerge dal Radar di SWG, appare piuttosto confusa sull’argomento e non emergono tendenze particolarmente marcate. 

Un terzo dei rispondenti prevede, come conseguenza della riforma, un incremento generalizzato della tassazione sulla casa, altri si aspettano aumenti solo nei casi in cui oggi c’è una sottostima del valore dell’immobile mentre solamente il 12% si limita a constatare che la riforma produrrebbe esclusivamente un aggiornamento dei dati senza ripercussioni sulle imposte. 

Tra i proprietari di immobili, però, metà dei rispondenti teme di subire un aumento degli importi da pagare e 1 su 4 avverte il rischio che la propria abitazione perda di valore. Occorre considerare che già oggi, circa il 40% dei proprietari di immobili ritiene le tasse legate alla casa nettamente troppo elevate. 

Tuttavia vi è la consapevolezza che le cose non possono rimanere così come sono: soltanto il 17% si oppone alla riforma, una posizione che è più diffusa, ma sempre minoritaria, tra gli elettori di Lega e Fratelli d’Italia. Il 39%, inoltre, confida nel fatto che l’aggiornamento dei dati catastali possa portare a un’emersione dell’evasione fiscale.