Katyn, la Russia e le verità nascoste 

di Maurizio Badiani

La propaganda è guerra di parole. Ferisce l’intelligenza degli uomini e uccide la verità.

Accade oggi, quando i Russi mostrano nei loro telegiornali case distrutte da loro affermando che sono state (chissà poi perché?) rase al suolo dagli Ucraini. 

Accadeva ieri quando gli stessi Russi negavano crimini ancora più efferati.

Come quello, noto a molti ma forse non a tutti, che va sotto il nome di massacro di Katyn.

Primavera del 1940. Nella foresta non lontana da Katyn (località oggi incorporata nella Bielorussia) vengono fatti fuori con un colpo alla nuca, dopo averli legati ai polsi e alla gola, oltre 22.000 (avete letto bene!) prigionieri polacchi. Sono ufficiali, politici, giornalisti: in pratica il Gotha dell’intellighenzia polacca del tempo.

Le fosse comuni in cui furono gettati i cadaveri vennero scoperte solo nel 43. Il massacro venne imputato ai Tedeschi ai quali non era certo difficile accreditare, tra i tanti, un nuovo eccidio.

La “verità”, nota da sempre ai Polacchi ma, per motivi politici (la Polonia divenne dominio di Stalin) da essi sempre taciuta, emerse solo dopo il crollo del blocco comunista negli anni 90.

I Russi, dopo più di 50 anni, furono costretti ad ammettere la paternità del massacro che fu eseguito – così dichiararono – su esplicito ordine di Stalin.

Il grande regista polacco Andrzej Wajda, che in quell’eccidio perse il padre, nel 2007 dedicò a quei “fatti” un film di denuncia.

Eppure, ancora oggi, nonostante le prove emerse, nonostante le ammissioni ufficiali delle massime autorità Russe degli anni del disgelo, c’è ancora (vedi: www.associazionestalin.it)

chi nega l’attribuzione all’Armata Russa di quell’evento.

Nessuno però potrà mai negare l’evidenza (documentata da foto e filmati) di quei 22.000 corpi ammassati uno sull’altro e riemersi dalle fosse comuni dei boschi di Katyn.

Un crimine orrendo per il quale nessuno ha mai scontato un solo giorno di galera.

Fu l’Armata Russa a perpetrarlo? Come affermano da sempre i Polacchi ed hanno ammesso gli stessi Russi negli anni 90.

O…non si sa chi, come sostiene – ancora oggi, immagino per spirito di parte – l'”associazionestalin”?

Di certo c’è una cosa sola: che la Giustizia – se non la paternità stessa del massacro – sono rimasti sepolti sotto quei corpi.

Come ha detto qualcuno, riprendendo un pensiero che si fa risalire ad Eschilo: “La prima vittima di ogni guerra è la Verità.

Perché le bugie dei vinti vengono svelate dai vincitori.

E quelle dei vincitori diventano Storia”.