Le proteste studentesche

Nelle scorse settimane sono tornate a farsi notare le proteste studentesche legate ad una pluralità di tematiche che vanno dall’alternanza tra scuole e lavoro, alle modalità di organizzazione del prossimo esame di maturità, fino alle questioni che riguardano l’uguaglianza di genere e la libertà di espressione e di dress code all’interno delle scuole. 

Lo sguardo adulto su queste iniziative appare poco capace di cogliere i nuovi movimenti e i nuovi bisogni giovanili. C’è vicinanza sui grandi temi della guerra, dell’ambiente e della sicurezza, ma non sulle questioni che riguardano più da vicino al vita scolastica. 

In generale i giovani di oggi se da una parte appaiono più liberi e informati, dall’altra sono percepiti come meno idealisti e meno efficaci nel loro agire, anche in virtù della minore politicizzazione. Anche per chi in passato ha partecipato a movimenti ed iniziative studentesche, le motivazioni degli studenti di oggi appaiono piuttosto diverse, con una componente maggiore di rabbia e una minore adesione ideale. I movimenti vengono percepiti, quindi più come palcoscenico di un protagonismo effimero, che come delle realtà capaci di ottenere veri risultati dal punto di vista politico.