Clamorosa dichiarazione del boss Piromalli : grazie a noi ha vinto pure la sinistra

Vuota il sacco il Re della Ndrangheta che  prende di mira il Partito Democratico

di Mario Modica

“Anche il centro sinistra ha vinto le elezioni grazie a noi. Abbiamo portato voti a tutti. Decidevamo noi chi era il piu meritevole.” A parlare non è il solito pentito che, riscoperta la strada della legalità sulla via di Damasco, fa dichiarazioni ex post spesso di dubbia credibilita. No. A Parlare è il ‘Re’ della Ndrangheta in piena carica  a detto di tutti i magistrati calabresi, nessuno escluso : quel Giuseppe Piromalli detto Facciazza che da’ la linea della mafia piu potente del mondo con alle spalle 25 anni di 41 bis e con il figlio  Antonio che dettava legge a Milano.

Giuseppe Piromalli

Una intervista che ha del clamoroso, visto che queste frasi dette dal ‘Mammasantissima’ non sono riscontrabili in nessunissimo verbale giudiziario e per di più profuse da un altissimo vertice, non dal solito pentito . Ci voleva un giornalista bernese insieme con un inviato di Mediaset, Klaus Davi e Alessio Fusco, per rompere le uova nel paniere della ipocrisia ‘istituzionale ‘ calabrese. La ragione piu povera dì Italia per colpa della mafia ,ma non solo,  che troppo spesso non vuole andare a fondo delle proprie magagne e guardarsi dentro

Piromalli ha risposto lucidamente alle domanda dei due inviati senza gli infingimenti, le ipocrisie e la bavosità di tanti unalitarismi giudiziari-ideologici del posto. Dimostrandosi addirittura piu sincero e diretto dello Stato.  Non è un caso che il lavoro di Klaus Davi sia  stato sempre accolto con freddezza e distacco dai potentati locali. Il massmediologo, peraltro dichiaratamente liberal pro unioni gay e eutanasia, ha pagato sulla propria pelle a Reggio Calabria le innominabili ambiguità di un sisgtema che fa acqua da tutte le parti in occasioni delle recenti elezioni comunali, dove si era candidato sindaco.

Accortosi il giorno stesso delle elezioni dei brogli nel quartiere della Ndrangheta, ha fatto una dichiarazione all’Ansa lanciando l’allarme. Pochi giorni dopo una indagine della Digos ha  confermato i sospetti di Klaus . Dopodiché : il nulla. Silenzio totale. Da rilevare che  proprio nei giorni in cui il sindaco Giuseppe Falcomata veniva condannato, uscivano ‘informative’ sull’ex sindaco Scoppelliti e i suoi (mai dimostrati) soldi depositati a Malta con l’aiuto presunto  di mafiosi di Archi. La stessa Archi dei brogli elettorali  architettati da esponenti del Partito Democratico in occasione delle comunali  . Fosse successo con il centro destro, la vicenda sarebbe gia finita nei principali telegiornali, ma trattandosi del Pd in una città dove un certo Marco Minniti conta qualcosa e non solo nelle stanze della politica , c’è molta ‘prudenza’. Sarcastico il commento di Davi : “voglio vedere chi avrà il coraggio di mettere nero su bianco che nei brogli di Archi la Ndrangheta non c’entra.”

Non stupiscono  quindi il silenzio e gli imbarazzi dei vari ‘anti mafiosi’ del posto sulle dichiarazioni  dirompenti di Piromalli.Klaus Davi con il suo coraggio e la sua faccia tosta sta scombussolando tutti gli assunti della antimafia cattocomunista appiattita su un unica e incrollabile narrazione : quella dei buoni e dei cattivi. I buoni a cui è concesso tutto, anche lucrare sui beni confiscati. I cattivi che sono da perseguire sempre e comiunque. Davi si è ribellato a questo schema, ha rinunciato alla scorta, e ha affrontato i mafiosi a muso duro. 

Si apprende dallo staff del giornalista che le sole persone del posto  a essersi fatte vivi con lui dopo il clamoroso scoop con Piromalli   sono i mafiosi locali o relativi congiunti,  per lamentarsi degli articoli usciti. Non una parola dallo Stato e dalle istituzioni reggine, il che la dice lunga.

Klaus Davi è scomodo.  Si fa beffa della retorica machista e autocelebrativa della anti mafia militante. E con l’ultima intervista ha dimostrato che anche sul piano investigativo quando ( e se c’è la volontà) di porre le domande giuste, le risposte arrivano. Uno colossale smacco per chi sostiene da sempre la tesi del basso profilo dei capi Mafia.

A questo si aggiunge anche la spinosa la vicenda anche dell’indagine ‘Metameria’. Klaus Davi ha scoperto che almeno due  ‘testimoni di giustizia’ di Pellaro Bocale Lazzaro  che hanno denunciato  estorsioni (peraltro confermate dagli inquirenti con prove solide come ribadisce il giornalista ) sarebbero  però legati a doppio filo alla cosca rivale dei Barreca, i   Malacrino’ il cui referente locale circola con spavalderia e spadroneggia sul posto da oltre 20 anni. Unico a contrastarlo (per il momento) e’ il giornalista che si è beccato diverse diffide sia da lui che dal relativo figlio. Il cui ‘senso della legalità’ è dimostrato da un post in cui la cartuccia gigante di un revolver è piantato al centro del giardino della villa di casa pubblicato da Davi nell’indifferenza generale (questo e’ il livello…..) . Un bel messaggio di legalità e di fiducia  nello Stato da uno a cui hanno concesso perfino il porto  d’armi!.Ma il punto un altro. “Visto le condanne per mafia riportate da alcuni ‘neo pentiti’ di ‘Metameria’  e  questo rappresenta sicuramente una grande opportunità che va colta ,  siamo però proprio sicuri che abbiano detto tutta la verità su quanto successo nel loro passato?”. Già, e possiamo stare sicuri che qualcuno alla prima occasione quelle domande gliele farà.