Shoah: ricerca, nativi digitali ne ignorano l’esistenza

Per il 15% non è mai avvenuta

Olocausto? Chi era costui? Per i giovani nativi digitali, un preoccupante 35% non ha ben presente cosa sia la Shoah: per il 13% è stato un “effetto chimico della bomba atomica”, per il 12% “una guerra nel Medioevo”, per l’8% “un eroe della Resistenza”, per il 2% addirittura “una nuova variante del Covid”. Solo il 36% ha risposto correttamente, ovvero il sacrificio sistematico di milioni di ebrei. Il restante 29%, praticamente quasi uno su tre, ha detto “non so”. Lo stabilisce una ricerca promossa dall’associazione ‘Donne e qualità della vita’ realizzata su un campione di 475 ragazzi di ambo i sessi e di età compresa tra i 14 e i 18 anni, in occasione dell’uscita del libro di Paolo Del Debbio dal titolo “Le 10 cose che ho imparato dalla vita” (edito da Piemme), in cui il noto giornalista e conduttore televisivo affronta anche il tema dell’Olocausto parlando di suo padre che fu internato nel Lager tedesco di Luckenwalde, nel Brandeburgo.

Nel sondaggio è stato chiesto agli intervistati dove hanno sentito parlare di questo avvenimento storico: il 15% dalla tv; un altro 15% sui social; il 12% a casa da genitori e parenti; uno striminzito 22% ricorda di aver affrontato il tema del nazi-fascismo a scuola; il 9% dalla radio; un altro 9% parlandone con gli amici; un 7% apprendendo informazioni dai giornali; un risicato 11% si è interessato all’argomento da solo navigando sul web.

Grande confusione anche sui numeri. Solo il 15% conosce il numero esatto dei morti; il 20% invece parla di circa 100.000 vittime, il 22% di 1 milione, il 17% di 2 milioni mentre il 36% non ricorda o non ne ha proprio idea.

Prevale l’ignoranza anche sulla collocazione storica: solo il 37% sa che è coinciso con il periodo del nazi-fascismo mentre il 13% lo colloca nell’800, un preoccupante 18% addirittura nel ‘500 e un inquietante 15% sostiene che non sia mai avvenuto; il restante 17% preferisce non esprimersi al riguardo.

Infine, perché è avvenuto? Secondo il 17% perché gli ebrei erano troppo potenti; un altro 17% incolpa una non ben precisata crisi economica; per il 36% per volontà del regime nazista; il 4% ci vede una punizione per gli omosessuali, malvisti all’epoca; secondo un discreto 11% l’avrebbe deciso Mussolini; il 15% ha risposto “non so”.

Sconcertato il commento di Paolo Del Debbio: «Sono dati inquietanti di cui le istituzioni devono farsi carico. Segnalano anche lacune dei programmi scolastici che dovrebbero essere completamente rivisti. Inoltre, mi sembra che molti di questi ragazzi siano in ballo col negazionismo molto presente sui social. Ci siamo giustamente occupati dei No Vax ma qui si sta formando una generazione che ha perso completamente la memoria. Un dato forse ancora più grave».