Il TUSMAR e la norma per la radio locale del 50% della popolazione

di Claudio Astorri www.astorri.it

l nuovo TUSMAR ha offerto alcune nuove norme che riguardano anche la Radio. Quella di cui più si discute è in effetti quella più evidente. Raddoppiata la copertura potenziale delle Radio locali. Qualche riflessione?

Il TUSMAR è il Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi e Radiofonici. Il Nuovo TUSMAR è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 10 dicembre 2021. Da quel giorno è legge. Vi sono alcuni cambiamenti che riguardano anche la Radio. Quello più evidente, o almeno che crea la maggiore discussione, si riferisce alla copertura massima consentita alle stazioni Radio locali. Precedentemente al nuovo TUSMAR la limitazione era stata fissata a 15.000.000 abitanti e ora il nuovo tetto è stabilito nel 50% della popolazione italiana. Un raddoppio di copertura.

Non si tratta di un cambiamento da poco. Chi opera una Radio locale ora sa che può estendere la propria emittente non più su un quarto della popolazione italiana bensì sulla metà. In termini prospettici è un altro campionato a cui ci si iscrive e che si può disputare. A onore del vero è da sostenere all’opposto che può risultare tuttavia molto complesso per una Radio locale ottenere ascolti solidi in tutta un’area così estesa. E’ già stato difficile con il limite precedente. Con il raddoppio del limite potrebbe essere una competizione disputata da pochi, costole di gruppi.

Un certo numero di editori locali con cui mi sono confrontato ritiene che il nuovo limite del 50% della popolazione sia stato ottenuto da Radio Mediaset e dal gruppo RTL 102.5. E di fatto per regolarizzare le loro controllate RADIO SUBASIO e RADIO ZETA che sarebbero state ben oltre la copertura dei 15.000.000 abitanti già prima della approvazione del nuovo TUSMAR. Si è diffuso un percepito di “colpo di mano“, pratica che taluni gruppi influenti esercitano con le loro lobby che evidentemente sono assai più efficienti di quelle delle associazioni costituite.

Nuovo TUSMAR, articolo 21, comma 3

In realtà a me sembra più equilibrato sottolineare che RADIO SUBASIO e RADIO ZETA, come le altre stazioni di gruppi inter-regionali presenti e futuri, hanno acquisito con il nuovo TUSMAR solo un potenziale ambizioso. La cui trasformazione in realtà dipende dai loro disegni strategici e dalle attività. Possono in effetti concretizzare una loro nuova dimensione di mercato e di servizio. Con un dubbio amletico che giro al legale di fiducia: il limite di metà della popolazione italiana vale per tutte le singole emittenti di un medesimo gruppo oppure per la loro somma?

Uno stesso soggetto esercente la radiodiffusione
sonora in ambito locale, direttamente o attraverso più
soggetti tra loro collegati o controllati, può irradiare il segnale fino ad una copertura del 50% della popolazione nazionale.

Le configurazioni possibili

Limite per gruppo o per singola emittente, cosa cambia visibilmente nella estensione verso il massimo della copertura di una Radio locale? Ci sono molti modi di progettare la distribuzione del segnale in un’area vasta e popolata da 30.000.000 abitanti. In un esercizio di pura teoria, se ordiniamo le province italiane dalla più popolosa a quella meno, con il limite a 15.000.000 abitanti era possibile coprirne solo 6. Con l’asticella che sale a metà della popolazione le stesse province diventano 21. Sì, con le prime 21 province si copre la metà della popolazione di 110.

E’ chiaro che la popolazione si calcola a partire dai bacini di utenza serviti e non dai confini amministrativi delle singole province. Sacrosanto. Qui tuttavia si può cogliere almeno giusto il potenziale anche di focalizzazione nel territorio per poter disporre tuttavia di una Radio “metà nazionale”. E’ stata scelta una copertura “a macchia di leopardo” che è opposta al metodo della “contiguità” che pure ha i suoi perché e le sue opportunità. Dalla cartina appare tutto più chiaro della prima configurazione di esempio. Si tratta delle 21 province più popolose.

Le configurazioni possibili sono numerose e tutte senza dubbio con un livello di compromesso, dato dal fatto che non ovunque c’è disponibilità di usi di frequenze da acquisire alle condizioni ottimali per un sano progetto di sviluppo datato 2022. Tuttavia una cosa è davvero certa. Sarà interessantissimo seguire l’evoluzione delle Radio locali che cercano di spingersi al limite dei 30.000.000 di abitanti. E di verificare sul campo come servire la metà della popolazione possa non essere un fattore troppo limitante alle ambizioni di crescita nazionale delle Radio locali.