La manovra del Governo Draghi vicina alla sufficienza. Serve più impegno sulle tasse

Di Andrea Altinier

La manovra rappresenta, da sempre, un tema divisivo per gli italiani, ma le misure del Governo Draghi ottengono un giudizio abbastanza positivo degli italiani. Non una bocciatura come in passato, ma ci sono elementi su cui lavoratori. Sulle tasse, per esempio, secondo gli intervistati dal Radar settimanale di SWG si può fare di più. È questa in sintesi la percezione degli abitanti del nostro Paese. 

La prima manovra economica del Governo Draghi convince di più i cittadini rispetto alle manovre degli anni 2018 e 2019, tuttavia non riscuote la piena sufficienza e si ferma al voto medio di 5,8. Gli elettori dei partiti della maggioranza la promuovono, con un picco del 6,8 espresso dai Dem, mentre gli indecisi la bocciano con il 5,4.

Una delle misure proposte nell’ambito della manovra, poi naufragata, era stato il «contributo di solidarietà», attraverso cui appianare il rincaro delle bollette, congelando il taglio delle tasse sui redditi superiori a 75 mila euro. Il 55% degli italiani (senza distinzioni tra le diverse classi sociali) accoglierebbe positivamente tale misura.

Tra gli elettori di centrodestra emerge qualche dubbio in più ma anche in questa area politica prevalgono i favorevoli. Il delicato tema del taglio delle tasse continua a rappresentare un argomento di dibattito e la distribuzione delle risorse prevista dalla manovra divide la popolazione: il 28%, in sintonia con alcuni sindacati, ritiene eccessivo il miliardo destinato alle imprese; una quota simile, al contrario, non lo considera sufficiente, mentre il 45% reputa tale suddivisione corretta. Seppure traspare un atteggiamento leggermente più ottimista rispetto al 2019, rimane bassa la quota di contribuenti che confida di essere coinvolti dalla riduzione delle imposte. Lo sciopero generale indetto dai principali sindacati per il 16 dicembre viene sostenuto da 3 italiani su 10, mentre quasi 1 italiano su 2 lo critica, soprattutto alla luce del particolare momento che stiamo vivendo. Tra i più critici gli elettori della Lega, mentre la contrarietà appare meno netta tra i pentastellati.