TER 2021 si è conclusa. Nel 2022 una ricerca migliore?

di Claudio Astorri www.astorri.itTER 2021 si è conclusa lunedì scorso almeno per le rilevazioni di ascolto. E ora tante settimane di attesa per anticipazioni e volumi. E il 2022? TER avrà la stessa metodologia ma auguriamoci che in corso d’opera…

Lunedì 13 dicembre si sono chiuse le 120.000 interviste con metodologia CATI della indagine ufficiale degli ascolti Radiofonici. TER 2021 ha così completato la fase “field”, la rilevazione sul campo. Ora vi saranno le numerose (e troppe) settimane per la elaborazione e il rilascio prima delle cosiddette anticipazioni e poi dei volumi. Le anticipazioni con cui si possono conoscere giusto gli indicatori principali delle singole stazioni saranno disponibili solo ai primi di febbraio. I volumi con cui si possono valutare decisioni editoriali giungeranno soltanto a marzo avviato.

Il timing del rilascio e i trimestri riservati

Uno dei tanti temi irrisolti da TER è proprio quello del ritardo. Non c’è un solo cliente tra le stazioni Radiofoniche che non si lamenti del grande differimento di tempo tra la chiusura del “field” e il rilascio dei dati. Non ci si capacita, e anch’io non lo comprendo, come sia possibile che trascorrano mediamente 12 settimane per ricevere i volumi. Dal punto di vista editoriale sapere gli esiti del 2° semestre a marzo dell’anno successivo vuol dire non aver potuto reagire in tempo utile a tutte le eventuali necessità di aggiornamento o di cambiamento dei palinsesti.

C’è però di più. La stagione commerciale della vendita degli spazi delle emittenti Radiofoniche è già ampiamente impostata a marzo. E il rilascio dei volumi, indispensabili alla pianificazione dei clienti nazionali e non solo, arriva proprio nel culmine tardivo del periodo e senza poterlo impostare ma solo correggere. E solamente mesi dopo. Molto e troppo tardi. Se c’è, come è vero, concorrenza commerciale da parte di altri media digitali ed elettronici, allora l’industria della Radio con TER sta fornendo i tempi di rilascio migliori per abbattere la nostra credibilità.

Il pensiero improvvido che persiste negli anni da parte di TER è che a rimedio del ritardo nelle risposte editoriali per le 12 settimane di rilascio dei volumi si emettano i trimestri riservati. Ed è una idea fuorviante oltre che molto pericolosa. Perché l’attendibilità statistica di quei dati per la stragrande maggioranza delle Radio iscritte è bassissima. E inoltre cosa vuol dire avere solo l’indicatore del 7 giorni, del giorno medio e dei quarti d’ora se non si sa nulla di tutto il resto? Credo di aver spiegato chiaramente il pericolo dei trimestri riservati in 2 articoli del blog.

I TRIMESTRI RISERVATI di TER e il LORO UTILIZZO OPERATIVO

DECISIONI sui TRIMESTRI RISERVATI di TER?!? NO, GRAZIE…

Una domanda. Sarebbero inoltre trimestri riservati?!? Dal comunicato stampa di RTL 102.5 del 28 ottobre, al rilascio del 3° trimestre riservato del 2021: “E’ una grande soddisfazione rilevare un ritorno ai grandi ascolti di RTL 102.5, premiata dal pubblico per la qualità dell’intrattenimento, la musica e la credibilità dell’informazione, il tutto garantendo una copertura capillare del territorio. Grandi soddisfazioni anche per le altre radio del gruppo, Radio Zeta e Radio Freccia, che incrementano gli ascolti e crescono nel gradimento del pubblico“. Trimestri riservati?!?

La rilevazione elettronica

TER non ha preso al momento alcuna decisione sulla introduzione della misurazione elettronica nella ricerca degli ascolti. E’ un tema qui ampiamente affrontato e divulgato, anche con interviste decisive a professionalità competenti ai massimi livelli e a livello globale.

RIFLESSIONI sul METER per la RADIO con JAY GUYTHER

La RILEVAZIONE RADIO alla PROVA del METER con MARTIN WEBER

La RILEVAZIONE degli ASCOLTI RADIO IBRIDA di RAJAR: DIARI + METER

L’ultima intervista in particolare, quella a Paul Kennedy di RAJAR nel Regno Unito, è attuale. E’ stato chiarito come il tema, anche per chi siede oggi in TER, non sia scegliere una metodologia piuttosto che un’altra. Ad esempio, Cati o Meter? No, non è questo l’approccio. Il punto è far lavorare le 2 metodologie insieme e trovare attraverso la sperimentazione il modo in cui tutte e due possano operare riducendo i punti di debolezza dell’altra. Si tratti di una precisa questione di intelligenza il cui percorso è da aprire assolutamente. Quanto prima, tanto meglio.

Il nuovo contratto di TER

Alcuni editori rilevanti tra i lettori mi hanno fatto notare che il contratto TER che lega le stazioni Radio alla società della rilevazione ufficiale si è esteso ad una nuova clausola.

“6. Resta esclusa ogni responsabilità di TER per inadempimenti o ritardi nell’espletamento di tutto o parte di quanto indicato al precedente punto 1 del presente paragrafo 3, dovuti a causa di forza maggiore come, ad esempio, scioperi, prolungata interruzione dei servizi pubblici essenziali, Covid-19, calamità naturali, nonchè raccomandazioni e/o obblighi e/o divieti imposti da leggi, ovvero da provvedimenti amministrativi o giudiziari, compresi i provvedimenti di qualsivoglia Autorità Indipendente“.

E’ significativo che TER si voglia proteggere e solo da quest’anno dalle stesse stazioni Radio rispetto ai provvedimenti che la AGCOM potrebbe intraprendere nei suoi confronti. E ce ne sono motivi evidenti nella ultima delibera sugli indici di ascolto della stessa autorità emessa il 10 giugno 2021 e cui seguirà una sua verifica entro il medesimo mese del 2022.

L’AGCOM auspica l’adozione del modello “JIC – Joint Industry Committee” da parte di tutti i soggetti che realizzano le indagini sulle rilevazioni degli ascolti al fine di garantire una effettiva rappresentatività dell’intero settore di riferimento. Vorrebbe dire per TER includere in società anche l’UPA, l’associazione dei clienti pubblicitari. E non insistere sull’attuale modello “MOC – Media Owners Committee“. Mi fermo qui e non procedo oltre nell’esplicitare anche i richiami precedenti dell’autorità sull’integrazione della rilevazione elettronica. E’ già più che sufficiente.

Ultima chiamata

Non credo in sintesi che la rilevazione del 2022 sarà migliore di quella del 2021. Non c’è traccia di migliorie significative e nemmeno strutturali. E’ venuto tuttavia il momento di attendersi che il nuovo anno sia quello almeno della costruzione e dell’individuazione di un nuovo percorso di rilevazione degli ascolti Radiofonici. Ne vale la competitività del mezzo nel panorama di tutti i media e del suo sviluppo. E soprattutto che nel 2022 si smetta di stare nel guado, scaricando le responsabilità alle stazioni, e al contrario si intraprendano le scelte indispensabili.