Le sneaker Gucci: il mondo a due velocità

di Maurizio Badiani

Navigando in rete ho scoperto che posso comprarmi un fantastico paio di sneaker firmate Gucci, assolutamente autentiche, per la modesta cifra di 12 euro e 99 centesimi.

Non solo. Indagando meglio, scopro anche che posso personalizzarle a mio totale piacimento secondo i miei gusti. Un imbroglio? Macché: tutto vero.

Tutto, tranne le scarpe le quali sono rigorosamente finte. Sono virtuali insomma. Semplicemente non esistono. Grazie alle realtà aumentata posso però “indossarle” e, se mi aggradano, sborsando la cifra richiesta, posso utilizzarle per un selfie o una foto da inviare agli amici.

Insomma più che a generare movimento servono ad alimentare moti di invidia. Essere o apparire? si sono chiesti per secoli filosofi e poeti. I tempi in cui viviamo – e le nostre scarpette ne sono una prova – sembrano decisamente orientati a privilegiare il secondo corno del dilemma.

L’episodio delle scarpe fatte (e pagate) per non essere indossate, di primo acchito muoverebbe al riso. Poi la mente corre alle immagini di quella miriade di bambini sdruciti e macilenti che la tv ci mostra impietosamente ogni giorno, costretti a muoversi a piedi nudi tra le pozzanghere dei tanti campi profughi che punteggiano il pianeta ed ecco che il riso si fa subito amaro. Perché – ne converrete – non è facile ridere pensando a un mondo dove c’è chi vive di apparenze e chi, invece, muore di realtà.