Bruxelles e i santi del calendario

di Maurizio Badiani

Maurizio Badiani

Fiuuu….l’abbiamo scampata bella!

La tanto discussa circolare con le “Linee guida sulla comunicazione inclusiva” è stata ritirata dai suoi estensori di Bruxelles! 

Obtorto collo hanno dovuto ammettere che era scritta male. Insomma una questione di forma, non di sostanza.

Francamente me l’ero vista brutta. Il motivo? Mi chiamo Maurizio. E Maurizio, ho scoperto ormai da tempo, è stato uno dei primi martiri cristiani! 

Vai poi a spiegare a quelli di Bruxelles che non sono credente e che il nome che mi hanno dato i miei genitori non voleva essere un omaggio al santo martirizzato bensì a quel dongiovanni che fu Maurizio conte di Sassonia protagonista dell’Adriana Lecouvreur, opera lirica di Francesco Cilea! 

In più, quale aggravante, ho un fratello che si chiama Marco, come uno degli evangelisti, e tra i miei amici conto una pletora di Matteo, Andrea, Pietro, Filippo,Tommaso che sono – resti tra noi – tutti nomi di apostoli! 

Se per caso ci ritroviamo insieme a cena rischiamo davvero che diventi l’ultima perché – magari in nome di una nuova disposizione “inclusionista”- filiamo tutti in gattabuia.

Per fortuna, almeno per ora, ci è andata bene.

Io sono pavido e ho paura ad espormi. 

Ma se per caso qualche volenteroso, più temerario di me, facesse presente agli estensori delle circolari di Bruxelles che i nomi che compaiono sul calendario sono tutti nomi di santi e che, se per caso fossimo costretti ad evitarli, per chiamarci l’un l’altro dovremmo ricorrere a dei grugniti, gliene sarei grato.

Insieme ad altri 55 milioni di Italiani che non si chiamano Esposito.