Il Covid e i Tafazzi

di Maurizio Badiani

Credevo che i NO VAX fossero solo un popolo di piccoli egoisti intimoriti, volti a compiere gesti ostili spinti dalla paura.

Insomma terrapiattisti dell’antivaccino che all’occorrenza, per dare enfasi al loro credo, non disdegnavano spaccare qualche vetrina o assestare una testata a una donna, meglio se giornalista, accompagnando il beau geste con il gentile epiteto di “zoccola”. 

Mi sbagliavo: tra di loro si celano degli autentici ed eroici kamikaze che, pur di evitare l’infamia della punturina, si offrono anima e corpo tra le braccia del virus che ci perseguita ormai da due anni.

Pare infatti che dalle parti del Renon (siamo in Alto Adige dove l’aria pura dovrebbe rinfrescare le menti) ci siano state, in più riprese, conventicole di nemici dichiarati della mascherina che si sono dati appositamente convegno con la non malcelata intenzione di…prendersi il Covid.

Convocato qualche infettato, avrebbero fatto una o più “orge” a base di starnuti e sputazzi con la speranza che il Virus colpisse finalmente anche loro. 

“Dammiti, prendimi currucucù” diceva a Gassman la bella vedova in gramaglie nella scena della peste di “Brancaleone”. Ma quello era un film e si era nel Medio Evo.

Qui siamo ai giorni nostri. Non si tratta di un film e nelle conventicole in cerca di untore non c’era nemmeno una procace Maria Grazia Buccella a proferire invitanti lusinghe d’amore. 

Sulla scena solo un raffazzonato gruppo di intrepidi Tafazzi che, invece di prendersi a bottigliate sullo zibideo, si strusciavano l’un con l’altro con l’auspicata speranza di beccarsi il Virus. 

De gustibus non disputandum… diceva il mio professore di latino.

Sui gusti non ci si sputa…traduceva, per errore o per scherzo, il popolino della mia città.

Ma in Alto Adige, a quanto pare, gli sputi erano veri e, se qualcuno ha scherzato, lo ha fatto col fuoco.