Moda: Milano esporta 3,8 miliardi di euro nel primo semestre del 2021

La moda è un comparto trainante per l’economia italiana, ma è anche tra i più inquinanti e si trova oggi ad affrontare nuove sfide, prima tra tutte quella della sostenibilità. Si è parlato di questo lunedì 20 settembre, alla Vigilia della Milano Fashion Week, a Palazzo Giureconsulti di Milano, nel corso del terzo appuntamento de L’Età Ibrida a cura di Paolo Iabichino, in collaborazione con Tavolo Giovani, il progetto della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi dedicato alle giovani imprese.  

Secondo i dati della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, la moda è il settore che meglio connota Milano e che più rappresenta il made in italy nel mondo. Nel primo trimestre del 2021 Milano ha esportato solo nel settore moda 3,8 miliardi di euro, pari al 15% del totale nazionale. Solo a Milano si contano 10.410 imprese del settore, sulle 26.876 della Lombardia e le 191.148 in Italia e 73.625 addetti rispetto ai 156.139 della Lombardia e ai 717.948 dell’intero territorio nazionale. 

“Nel 2019, a Milano, il fatturato della moda (industria e commercio) ha sfiorato i 21 miliardi di euro,  pari al 17% del totale nazionale; un valore cresciuto del 34% rispetto al 2010 – racconta Elena Vasco, Segretario generale della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi –  All’interno del  comparto, la voce più rilevante è costituita dal commercio (al dettaglio e all’ingrosso), che vale infatti quasi 13 miliardi di euro ed è anche quella che è cresciuta maggiormente (+45%). La  produzione di tessile-abbigliamento e pelletteria, con un fatturato di 7,6 miliardi, ha riportato ugualmente un risultato positivo negli anni considerati (+17,5%)”. 

Secondo l’ultimo Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano, nel 2020 il settore dell’abbigliamento è valso 3,9 miliardi di euro (+22% rispetto all’anno precedente). In valore assoluto, la moda è stato uno dei tre comparti che lo scorso anno ha contribuito maggiormente alla crescita economica del Paese, con 700 milioni di euro sui 5,5 miliardi di euro di incremento totale.

Durante l’appuntamento de L’Età Ibrida è intervenuto Giuseppe Stigliano, esperto di marketing, di trasformazione digitale e innovazione aziendale, co-autore di ‘Retail 4.0: 10 regole per L’era digitale‘, scritto nel 2018 insieme a Philip Kotler e di ‘Onlife Fashion: 10 regole per un mondo senza regole’ edito da Hoepli con Philip Kotler e Riccardo Pozzoli. Durante il suo intervento ha raccontato di come la moda stia vivendo un momento complesso, dovendo fare i conti con 5 forze che la stanno portando ad una profonda e radicale trasformazione, accelerata ulteriormente dalla pandemia. Tra queste sfide, spicca sicuramente quella sulla sostenibilità, parametro richiesto sempre più dai consumatori stessi come si evince dal proliferare di piattaforme di vendita di usato.

“La moda è uno dei settori che, negli ultimi anni, ha subito le maggiori trasformazioni, già prima della pandemia – ha raccontato Stigliano – L’onlife fashion è la rappresentazione di come il mondo della moda ha dovuto fare i conti con le 5 forze: accelerazione, ibridazione, disintermediazione, sostenibilità e democratizzazione. A queste, nel 2020, si è aggiunta una sesta forza, il Covid-19 che ha contribuito a riscriverne le regole. Soprattutto entrando nel merito della quarta forza, la sostenibilità appunto, la moda è il settore più inquinante dopo quello del petrolio ed è vissuta per anni di azioni di compensazione, ma oggi non basta più. Il mercato chiede alle aziende di essere coerenti e fare scelte realmente sostenibili ed è per questo che il comparto della moda è oggi costretto a ripensarsi”.

Durante l’incontro è intervenuta Alice Zantedeschi, Ceo & Founder di Fili Pari, startup innovativa che ha creato il Marmore, materiale per il settore tessile, realizzato con le polveri di marmo di scarto. 

“Come ha detto anche Giuseppe, siamo la seconda industry più inquinante al mondo – ha commentato Alice Zantedeschi – il viaggio della moda verso la sostenibilità è sicuramente ancora lungo ma si possono fare piccoli passi ogni giorno. Con il nostro materiale vogliamo rendere le persone più consapevoli di quello che indossano e di far partire una piccola rivoluzione dall’armadio. Il nostro materiale è realizzato con polveri di scarto del marmo ed è in grado di inserire la filiera tessile in una catena di economia circolare”. 

La startup Fili Pari è una delle startup della community di Tavolo giovani, il progetto di Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi, che mette a disposizione delle giovani imprese una piattaforma, fisica e virtuale, di visibilità, informazione, al fine di intercettare e promuovere giovani idee imprenditoriali promettenti e creare per loro occasioni di networking con imprese consolidate, investitori ed ecosistema startup. 

“Accanto al Tavolo Giovani, la Camera di commercio nel corso degli anni ha sviluppato servizi specifici rivolti alle startup, al fine di supportarle nel percorso di crescita, dall’idea progettuale all’avvio e alla fase di sviluppo e consolidamento sul mercato” ha commentato Alvise Biffi, Presidente della Piccola Impresa in Confindustria e membro di giunta di Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi.

L’Età Ibrida è un percorso “in-formativo” tra pionieri della contemporaneità sui diversi temi dell’innovazione digitale e delle tecnologie 4.0, giunto alla sua seconda edizione. A guidarlo per la Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi sarà Paolo Iabichino, Direttore Creativo e Fondatore insieme a Ipsos Italia dell’Osservatorio Civic Brands, coadiuvato da Marisandra Lizzi, Founder di iPressLIVE e Mirandola Comunicazione, da sempre attenta ai temi del digitale e dell’innovazione tecnologica.

Il prossimo appuntamento live con l’Età Ibrida sarà il 13 ottobre alle 18.00 con Alessia Camera, Digital Strategist & Startup Marketing Consultant, sempre da Palazzo Giureconsulti.

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