Gli italiani vogliono tornare in ufficio, ma promuovono lo smart working

Di Andrea Altinier

Il Covid sicuramente ha fatto diventare li smart working un aspetto del vissuto quotidiano, ma la maggior parte degli italiani preferisce tornare in ufficio anche se ha promosso questa modalità di lavoro che potrebbe essere presa in considerazione per il futuro. Lo conferma il radar di SWG che evidenzia come rispetto a dicembre 2020 la percentuale di chi vuole tornare nel luogo di lavoro è aumentato del 13%.  

Rispetto a quasi un anno fa è aumentato il desiderio dei lavoratori di tornare sul luogo di lavoro. Il mondo del lavoro oggi si divide tra una metà che preferirebbe un totale ritorno in presenza e un’altra che invece continua a vedere di buon occhio lo smart working, soprattutto in forme ibride di alternanza casa-ufficio. Se da un lato – e rispetto alle prime fasi – il lavoro a distanza sta evolvendo in una direzione di maggiore produttività e gestione più efficace del tempo, dall’altro il bisogno di riallacciare i rapporti sociali e rinsaldare le dinamiche del lavoro di squadra si fa sentire.

Nel futuro post-pandemia le opportunità di smart working avranno un peso non trascurabile nelle scelte lavorative individuali. Basti pensare che, ad oggi, quasi 2 lavoratori che lo hanno sperimentato su 5 si direbbero disposti a valutare un taglio al proprio stipendio in cambio della certezza di poter continuare a lavorare da remoto.

La PA, all’interno di questo scenario, potrebbe rappresentare un eccezione: il rientro massiccio in presenza dei dipendenti pubblici è visto positivamente (anche tra i diretti interessati) per garantire una maggior qualità dei servizi ai cittadini.