L’Italia al 27° posto nell’indice mondiale sulla qualità della vita digitale del 2021

La terza edizione annuale dell’Indice sulla qualità della vita digitale (DQL) vede l’Italia al 27° posto su 110 paesi. Coprendo il 90% della popolazione globale, lo studio DQL viene condotto dalla società di sicurezza informatica Surfshark e valuta i paesi sulla base di una serie di cinque pilastri fondamentali del benessere digitale. L’Italia presenta dei punteggi competitivi per quanto riguarda la sicurezza informatica (19° posto), l’infrastruttura informatica (25° posto) e l’amministrazione digitale (25° posto), ma presenta dei risultati decisamente inferiore in termini di qualità di internet (40° posto) e accessibilità ad esso (41° posto).

Nel complesso, l’Italia ha evidenziato un calo significativo rispetto al DQL del 2020, scalando dal 20° al 27° posto dietro a Spagna e Francia. Il calo è stato determinato dai pilastri con i punteggi più bassi: qualità e accessibilità ad internet. Malgrado ciò, l’indice della sicurezza informatica del paese è migliore del 30% rispetto alla media globale e uno dei criteri con il punteggio più alto è proprio quello che riguarda la cybersecurity.

La velocità di internet in Italia è inferiore rispetto a quelli dei paesi limitrofi; la velocità di internet a banda larga è 2 volte più veloce in Francia e Spagna. Tuttavia, ha registrato un miglioramento del 68% dall’inizio della pandemia del COVID-19. 

Per quanto riguarda l’accessibilità ad internet l’Italia è superiore rispetto alla Spagna, ma dall’anno precedente il punteggio è calato del 70%. Le persone in Italia devono lavorare complessivamente 2 ore e 23 minuti al mese per permettersi di avere accesso al pacchetto internet a banda larga più economico.

“Le opportunità digitali si sono rivelate più importanti che mai durante la crisi del COVID-19, evidenziando l’importanza per ciascun paese di garantire a pieno la possibilità di lavorare da remoto per la propria economia,” così ha affermato Vytautas Kaziukonis, CEO di Surfshark. “Questo è il motivo per cui, per il terzo anno di fila, continuiamo ad effettuare studi sulla qualità della vita digitale, i quali ci consentono di avere un quadro di insieme esaustivo sul modo in cui i paesi eccellono in termini digitali. L’indice pone le basi per discussioni significative su come l’avanzamento digitale influenzi la prosperità di un paese e sulle aree che possono essere migliorate.”

Se si considera il quadro complessivo, 6 dei 10 paesi con i punteggi più alti si trovano in Europa, in linea con la tendenza dell’anno precedente. La Danimarca occupa il 1° posto nel DQL per il secondo anno di fila ed è subito seguita dalla Corea del Sud. La Finlandia è al 3° posto mentre Israele e gli Stati Uniti completano la top five delle 110 nazioni valutate. Le ultime 5 posizioni sono occupate rispettivamente da Etiopia, Cambogia, Camerun, Guatemala e Angola.

A livello regionale, gli Stati Uniti spiccano come paese che vanta la qualità di vita digitale superiore nelle Americhe, mentre la Corea del Sud occupa la prima posizione in Asia. Per quanto riguarda i paesi del continente africano, gli abitanti del Sud Africa vantano la qualità di vita digitale più elevata mentre l’Australia primeggia in Oceania, superando la Nuova Zelanda in molte aree digitali.

Oltre a ciò, dal report emergono i seguenti dati significativi:

  • ● La banda larga quest’anno è diventata più cara in tutto il mondo. Confrontando i paesi sia del DQL20 che del DQL21, emerge che le persone devono lavorare l’11% in più (25 minuti in più) per permettersi internet a banda larga nel 2021. Ad ogni modo, le persone devono lavorare il 29% in meno (28 minuti in meno) per permettersi internet per dispositivi mobili quest’anno. 
  • ● Il peggior accesso a internet al mondo è il meno abbordabile. Le persone in alcuni paesi, come la Nigeria, la Costa d’Avorio e il Mali, hanno bisogno di circa una settimana di lavoro per permettersi internet.
  • ● Investire nell’infrastruttura informatica e nell’amministrazione digitale è ciò che contribuisce maggiormente al benessere digitale delle persone. 

La ricerca DQL del 2021 ha esaminato una popolazione totale di oltre 6,9 miliardi di persone in base a cinque pilastri fondamentali e 14 indicatori di base che forniscono una valutazione esaustiva. Lo studio si basa su informazioni open-source fornite dalle Nazioni Unite, dalla Banca Mondiale, dalla Freedom House, dall’Unione Internazionale delle Comunicazioni e da altre fonti. 

Il rapporto finale del 2021 sulla qualità della vita digitale e uno strumento interattivo per il confronto dei paesi sono disponibili al seguente link.