Elle, un  numero speciale per raccontare la mostra di Venezia

Elle e la Mostra del Cinema di Venezia hanno un rapporto speciale, consolidato di edizione in edizione attraverso  iniziative che hanno visto il brand di Hearst sempre ben presente al Lido. Ma nessun cinefilo che si rispetti può mancare il numero speciale dedicato al Festival che Elle porta in edicola ogni anno. 

Elle speciale cinema in edicola dal 26 agosto, è ricco di notizie, curiosità e interviste per conoscere i film in concorso, i loro protagonisti, ed avere un assaggio delle atmosfere glam del red carpet. Ma  quest’anno va oltre l’aspetto dello spettacolo ponendosi, ancora una volta, un‘importate riflessione sui cambiamenti che la pandemia ha innescato nel mondo del cinema e delle rassegne cinematografiche. 

E’ questo il tema dell’articolo di apertura, “78 di questi festival” che coinvolge due testimoni di grande esperienza intervistati da Ilaria Solari: Paolo Mereghetti e Piera Detassis, Editor at large Cinema & Enterteinment di Hearst. Per lei, Presidente e direttrice artistica dell’Accademia dei David di Donatello, i festival rimangono un punto fondamentale dell’industria cinematografica «Ascoltando le varie opinioni, ti formi una visione di quello che sarà il prossimo passo del cinema, di ciò che amerai o no. Da questo punto di vista, l’anno scorso Venezia è stata cruciale: in un periodo difficile, ci ha fatto ritrovare un senso di comunità». Mereghetti sottolinea l’evoluzione dei contenuti: “La distanza tra i film di qualità, spesso di nicchia, e quelli destinati al grande pubblico s’è attenuata e i festival hanno perso un po’ la loro funzione di scoperta, per diventare trampolino delle novità”. “Alla spettacolarizzazione è corrisposta una falsa vicinanza con attori e cineasti, – conclude Piera Detassis – un’invasione dell’agenda dell’informazione: l’incontro esclusivo che potevi ottenere con una star, la testimonianza reale, oggi non è quasi più possibile”.

Nel raccontare le giurie, Elle ci presenta Virginie Efira “l’ultima Diva di Francia” protagonista di film e di una carriera al di là delle convenzioni; mentre tra le attrici italiane presenti al Festival , Jasmine Trinca parla del suo ruolo ne “La scuola Cattolica” film di Stefano Mordini tratto dal romanzo Premio Strega di Edoardo Albinati che racconta il massacro del Circeo. “Una vicenda che è diventata nella memoria collettiva il paradigma della violenza maschile sulle donne – spiega Trinca – Ho scelto di aderire a questo progetto perché la vicenda che racconta e il punto di vista da cui origina il romanzo mi sono sembrati molto interessanti, una analisi della costruzione del potere maschile in questo Paese.

Credo che dare un contributo a quella che spero sia un’analisi dura e cruda, ma anche una implicita volontà di decostruzione del maschile sia una cosa importante, fondamentale anche per le donne”.

Elle dedica un’intervista  ad Alessandro Gassmann, presente alle Giornate degli Autori come regista de “Il silenzio grande”, una storia di famiglia basata sulle “cose non dette”. Un film nato quasi come reazione al periodo che stiamo vivendo come spiega lui stesso. “Ho visto quanta violenza ha generato la pandemia, siamo in una società aggressiva, incazzata, giustamente spaventata e mi è venuta voglia di fare un film diverso, che fosse come una carezza a me stesso e al pubblico…”

Un film che diventa un omaggio alle persone gentili, e implicitamente al grande Vittorio Gassman. “Il film è ambientato nel 1965, che è il mio anno di nascita, ma anche un’epoca senza cellulari e social dove parlarsi era l’unico modo per cercare di capirsi, di amarsi, di odiarsi. È un film sulle cose non dette, e sul desiderio di parlare e di ascoltare, in un momento in cui questo è molto difficile, o perché non ti fanno esprimere o perché, se lo fai, vieni insultato, aggredito. A me manca molto quell’Italia lì, del 1965, che poi è l’Italia di mio padre». 

Inoltre Silvia Locatelli firma un’intervista esclusiva a Thomasin McKenzie e al regista Edgar Wright per il film molto atteso Last Night in Soho, horror fantasy femminista.