Crolla la reputazione degli Stati Uniti sale quella dell’Italia

Joe Biden mette la propria firma sul ritiro delle truppe dopo due decenni di guerra e una reputazione tutta da ricostruire. Continua a crescere la Reputazione dell’Italia di Mario Draghi. Incerto il futuro dell’economia. 

Secondo l’analisi di Zwan attraverso l’algoritmo ReputationRating, l’epilogo della missione USA in Afghanistan ha causato un forte crollo reputazionale.  Maggiormente incrinata la reputazione USA percepita dall’estero, mentre i cittadini americani sono divisi circa la decisione di Biden. Ricadute negative nei Driver reputazionali della Leadership, Governance e Performance finanziarie. A percepirlo sono soprattutto Ministri e politici, Istituzioni internazionali e Cittadini. Nel frattempo, la reputazione politica di Mario Draghi continua a trascinare  in alto la Reputazione dell’Italia nel mondo (+4,82%).

Nel periodo di analisi 8 – 22 agosto la Reputazione degli Stati Uniti ha registrato un crollo di 26.12 punti percentuali, rispetto al periodo precedente 25 luglio – 7 agosto. 

A un mese dall’ultima rilevazione reputazionale dell’Italiache aveva fatto registrare un +21,3% nel semestre febbraio-luglio 2021 – continua la crescita della Reputazione del Bel Paese, +4,82% nel periodo di analisi attuale.

Questo è quanto emerge dall’ultima analisi reputazionale realizzata da Zwan srl, azienda specializzata in corporate reputation, attraverso il proprio ReputationRating, l’unico motore di ricerca e comparazione di Brand basato su un algoritmo che offre una valutazione completa, tangibile, affidabile e imparziale della Reputazione di organizzazioni e Paesi. 

L’algoritmo proprietario di Zwan, attraverso la tecnologia blockchain, è in grado di misurare e pesare tutte le dimensioni della reputazione, un concetto così eterogeneo che, per una corretta valutazione, non può prescindere dall’incrocio di parametri oggettivi e soggettivi.

Scendendo nei dettagli dell’analisi ReputationRating, notiamo che ad essere impattati negativamente sono in particolare i Driver reputazionali della Leadership (-29,15%), a causa di una condivisa percezione globale di un forte indebolimento degli States in tal senso; della Governance (-15.66%), lo specchio di una comunicazione interna poco limpida, con centri di responsabilità poco definiti, rimpalli e costi burocratici; delle Performance Finanziarie (-31,94%), causato non solo dal fallimento economico – oltre che ideologico e politico – della spedizione militare messa in atto, ma anche dalle prime risposte internazionali circa le prospettive future di investimento negli USA, con Cina e Russia che si fanno player geopolitici sempre più centrali nell’economia globale. Tra le preoccupazioni per la difficile situazione politica a Kabul, difatti, non sono tardate le prime reazioni in rosso dai principali indici statunitensi: dalle rilevazioni del 17 agosto, il Dow Jones ha interrotto una serie di cinque rialzi consecutivi; sulla stessa linea, periodo negativo per l’S&P-500, in calo di circa 1,3%, e per il Nasdaq 100 (-1,47%); sulla stessa tendenza, variazioni negative per l’S&P 100 (-1,32%). Nel listino, le peggiori performance sono state quelle dei settori beni di consumo secondari (-2,95%), materiali (-2,26%) e beni industriali (-1,96%).

A pensarlo, e dunque parliamo di Stakeholder reputazionali, sono stati per lo più Ministri e politici (-19,16%) internazionali, come rilevato dall’analisi di media intelligence, che ha analizzato semanticamente tutte le principali dichiarazioni degli esponenti politici internazionali; i Cittadini (-26,85%), un dato emerso in particolare dalla Sentiment Analysis in rete degli utenti, che tra blog post, Social e Forum ha registrato un Sentiment negativo del 62% attorno alle principali Keyword legate all’evento. Sempre dalla Sentiment Analysis, attorno a Joe Biden troviamo un 80% di sentiment negativo dall’estero, mentre all’interno degli Stati Uniti, la percentuale è intorno al 55%, indice di come entro i confini USA le opinioni nei confronti delle scelte della Casa Bianca siano tutt’altro che definite. 

Infine, Investitori e Istituzioni Internazionali (-20.67%), stanno premiando Russia e Cina a discapito degli USA, percepiti sempre meno affidabili sotto il profilo economico e politico.

Analisi di contesto

Se ci voltiamo, abbiamo alle spalle due decenni molto difficili per gli Stati Uniti. L’elezione di George W. Bush nel 2000 avrebbe dovuto segnare l’inizio di un nuovo American Dream sulla scia del momento d’oro degli Stati Uniti dopo la fine della Guerra Fredda. Invece, ha portato alle sconfitte in Iraq e in Afghanistan, seguite nel 2008 dalla peggiore crisi finanziaria dal 1931.

“Gli Stati Uniti vivono oggi una crisi Reputazionale paragonabile solo a quella post-Vietnam, le immagini provenienti dell’Afghanistan sono state trasmesse in tutto il mondo, e sono molto imbarazzanti per l’amministrazione. Inoltre, la scelta del Presidente Biden di parlare solo al paese, ignorando di fatto le milioni di persone che guardavano dal resto del mondo, ha molto indebolito la percezione di Leadership che gli Stati Uniti hanno sempre rappresentato e rappresentano.” ha affermato Davide Ippolito, cofondatore di Zwan e ReputationRating.

Joe Casini, cofounder di Zwan e ReputationRating, descrive così l’attuale situazione americana – “Il crollo della reputazione degli Stati Uniti deve farci riflettere sulle aspettative di cui evidentemente si era fatto carico il paese agli occhi del mondo. Credo sia il momento di affrontare queste sfide globali con un approccio ad un livello gerargico più alto, superando le iniziative dei singoli stati in favore di quelle comunitarie, la realtà che viviamo diventa ogni giorno più complessa, e i rischi dei singoli stati per iniziative che impattano in maniera così forte sul resto del mondo possono diventare insostenibili.”

Sono ancora tutti da stimare gli impatti sull’economia di tali avvenimenti, destinati a modificare gli equilibri globali di medio-lungo termine. Con il blocco delle banche e dei finanziamenti all’Afghanistan, il paese va incontro ad una crisi finanziaria senza precedenti. Per trovare i soldi necessari a finanziare i propri debiti è altamente probabile possa rivolgersi proprio a Cina e Russia. L’Afghanistan, insomma, rimane un paese fragile ma dalle grandissime risorse (si stimano giacimenti minerari per un valore di circa 1 trilione di dollari), che fanno gola alle principali economie del pianeta.

Intanto dalla Federal Reserve arrivano forti preoccupazioni circa ulteriori interruzioni delle catene di approvvigionamento, che porteranno a pressioni prolungate sull’inflazione in tutto il 2022, complice anche il contesto pandemico che da anni mette a dura prova l’economia globale, anche in settori saldi come quello dell’automotive – basti vedere alla crisi nella produzione di microchip a livello mondiale, che limiterà di oltre il 40% le produzioni di autovetture da settembre 2021, da parte di brand come Toyota e Volkswagen.  

Tutto sottolinea quanto la pandemia continui a essere dirompente nel pensare sia alle prospettive economiche che a quelle politiche. Ed ora si è aggiunto anche l’Afghanistan.

“I dati per il nostro paese sono invece confortanti” – ha continuato Davide Ippolito – “L’Italia sta dimostrando grande responsabilità e l’esperienza di Mario Draghi al Governo sta ulteriormente impattando sulla crescita della Reputazione del nostro paese.”

Si continua, pertanto, ad alimentare il boost reputazionale già conferito dalla nomina del Premier Mario Draghi, già documentato in precedenti analisi ReputationRating. L’ampia approvazione della Commissione Europea al lavoro progettuale Next Generation EU dell’Italia, che sbloccherà milioni di fondi dall’Unione Europea, garantiscono un concreto Rinascimento Italiano, non solo nello Sport e nell’arte. Dall’estero, si respira aria di nuovi investimenti nello Stivale, destinato a ritagliarsi una buona fetta nel nuovo equilibrio geopolitico che vedrà Cina e Russia come probabili centri chiave.

La crescita del 4,82% rilevata nel medesimo periodo (8 – 22 agosto)nel quale abbiamo registrato il crollo degli States, è figlia anche dell’onda di successi in ambito sportivo degli ultimi mesi, capaci di segnare un vero e proprio Rinascimento Azzurro per l’Italia, oggi alla ribalta internazionale in moltissimi ambiti: dalla musica, con il boom internazionale dei Måneskin, alla cinematografia, con il successo Disney Luca.

La ricerca

L’obiettivo della ricerca ReputationRating è quello di verificare l’effettiva ripercussione di tali eventi sulla Reputazione e l’immagine degli States nel mondo. 

L’algoritmo del Reputation Rating, pesa e misura le dimensioni della reputazione, certificando una serie di parametri oggettivi e soggettivi, attraverso la tecnologia blockchain.

Nel dettaglio, è stata svolta un’analisi di: 

·       media intelligence, dove l’algoritmo ha raccolto e confrontato il Sentiment e i contenuti dei commenti delle principali testate internazionali, come The Wall Street Journal, The New York Times, Financial Times, il Times, Le Monde, LesEchos, Euronews, Der Spiegel, Tagesschau, El Mundo, El Pais, Xinhua, Cgtn e molti altri.  

·       Web Reputation analysis, con una rilevazione generale del sentiment online degli utenti in rete negli States e nel resto del mondo, analizzando con l’algoritmo parole chiave e topic inerenti all’accaduto, come #JoeBiden, #Biden, #USA #Kabul #Aghanistan, #Afghanistanwomen, #Taliban, #WhiteHouse, #China, #USAFailed, #Terrorism, #HelpAlfghanestan, #USAFailedToBringPeace, #AfghanistanPeaceProcess, #HumanRights, #NATO, #NATOFailed. 

Questa attività ha prodotto circa 1.159.000 risultati, che sono stati processati dall’algoritmo del ReputationRating.

I risultati sono stati ponderati in base alla copertura stimata del pubblico (misurata in impression e copertura totale) e alla media giornaliera dei visitatori utilizzando Alexa.

Per quanto concerne l’incidenza sulla Reputazione, questa viene calcolata suddividendo la Reputazione in 10 asset reputazionali, secondo la metodologia del ReputationRating, che permette di studiare i diversi aspetti e interlocutori di un concetto così vasto ed eterogeneo come la Reputazione: i Driver, ovvero Prodotti e Servizi, Leadership, CSR, Governance, Performance finanziarie, e gli Stakeholder, ovvero Cittadini, Investitori, Ministri e Politici, Istituzioni internazionali, Fornitori.