Mutuo a tasso fisso e a tasso variabile: come funzionano?

Il mutuo è un contratto che viene stipulato tra un istituto di credito ed un cliente che richiede una somma in prestito, in genere per l’acquisto di un immobile, come la prima casa, oppure per ristrutturarla. Il mutuante si impegna a restituire l’ammontare alla finanziaria nei modi e nei tempi stabiliti dal contratto (in genere mediante rate mensili, ma che possono essere anche trimestrali o con altra periodicità) maggiorate degli interessi maturati. La rata da corrispondere periodicamente può essere sempre uguale oppure cambiare nel tempo, poiché i tassi di interesse dei mutui possono essere fissi o variabili.

Mutuo a tasso fisso

Per mutuo a tasso fisso si intende un tipo di finanziamento che viene rimborsato attraverso una rata costante per tutta la sua durata. Infatti, la quota mensile da corrispondere alla finanziaria o alla banca che ha erogato il mutuo, viene stabilita al momento del contratto e non vi è variazione della stessa durante tutto il periodo di durata del mutuo stesso. Questa tipologia di mutuo consente al soggetto che stipula il contratto di stare tranquillo perché conosce già ogni mese l’importo, che viene stabilito considerando la situazione reddituale e le esigenze del mutuatario. Questa formula, permette di pianificare al meglio la gestione delle proprie spese, pertanto si rivela essere la scelta giusta se si necessita di stipulare un mutuo a lungo termine e si percepisce uno stipendio fisso. La rata del mutuo a tasso fisso si compone dalla somma da restituire (quota capitale), una percentuale di profitto (cioè lo Spread) ed il tasso corrente per il finanziamento del denaro a tasso fisso, definito EurIS (Euro Interest Rate Swap). Quest’ultimo, è il tasso al quale viene acquistato il denaro dalle banche presso i principali istituti di credito europei, e che varia in maniera minima nel tempo. Nonostante le oscillazioni, per stipulare il contratto di mutuo con un cliente, la finanziaria considera quello corrente al momento della firma del contratto.

Mutuo a tasso variabile

Il mutuo a tasso variabile, invece, prevede un tasso di interesse che oscilla in maniera positiva o negativa nel tempo. Pertanto, in base alla variazione del tasso, si modifica anche la rata del mutuo da corrispondere, che può essere più bassa o più alta di volta in volta. Questo perché il tasso variabile è calcolato in base all’Euribor (acronimo di Euro Inter Bank Offered Rate, tasso interbancario di offerta in euro), cioè un parametro che, quotidianamente, indica il tasso medio che regola tutte le transazioni monetarie tra gli istituti di credito nella zona euro. In genere, le rate del mutuo a tasso variabile considerano le variazioni dell’Euribor ogni mese, ogni 3 mesi oppure ogni 6 mesi. Anche in questo caso, però, bisogna considerare anche il guadagno delle banche, ovvero lo spread, che assieme all’Euribor equivale al Tan, acronimo che indica il tasso annuo nominale. Data l’alea di incertezza relativa a questo tipo di tasso di interesse, è preferibile sceglierlo per i mutui di media o breve durata (in genere entro i 15 anni), oppure se non si ha un’entrata fissa ma si prevedono entrate diverse nel corso del tempo. Questo tipo di mutuo viene scelto con lo scopo di trarne vantaggio a lungo termine, pertanto se i tassi dovessero oscillare troppo verso l’alto, potrebbe essere più conveniente rinegoziare il mutuo per ottenere una rata fissa. Oppure, si può scegliere già in fase contrattuale un mutuo a tasso variabile con cap, cioè con un tetto massimo di interesse che non può essere superato. In questo caso, però, è lo spread ad essere più alto, in quanto la banca potrebbe dover corrispondere la differenza tra il tasso di interesse effettivo e quello concordato con il cliente.