Con la pandemia gli italiani hanno aumentato il tempo passato a giocare con i videogames

di Andrea Altinier

Il lockdown che ci ha limitato nei movimenti fuori casa per molti mesi ha portato ad un aumento dell’utilizzo dei videogames. E lo certifica il Radar di SWG di questa settimana che ci dice che il 31% dichiara di dedicare più tempo a questo passatempo. Il giudizio sui videogames rimane, tuttavia, un elemento divisivo nell’opinione pubblica degli abitanti del nostro Paese. 

Per chi non li usa sono diseducativi, inducono dipendenza e rendono le persone più isolate e ignoranti. Ma chi gioca con i videogiochi non condivide questa rappresentazione: per loro si tratta di una passione adatta anche agli adulti. 

Chi sono gli utilizzatori di videogames? In larga parte si tratta di gamers distratti che lo fanno con giochi semplici nei ritagli di tempo (stile prevalente tra gli over 50). Ma per una fetta consistente di appassionati, oltre un terzo degli under 35, si tratta di un modo per stare con gli altri e divertirsi. È invece solo una minoranza ad ammettere che a periodi si isola per fare lunghe ed estenuanti maratone. La metà dei videogiocatori, con punte di oltre due terzi tra maschi e under35, si dice disponibile a spendere all’occorrenza per acquistare i giochi, o durante le partite per ottenere accessi, personaggi, estensioni ed accessori. Quattro su dieci rifiutano invece l’idea di spendere per giocare.