Esquire in trasformazione per raccontare le trasformazioni dell’uomo

C’è nientemeno che Tim Cook sulla copertina del prossimo numero estivo di Esquire, il maschile di Hearst,  in edicola e negli store digitali a partire dall’11 giugno. Un’intervista per il brand di Hearst in un numero tutto dedicato alla trasformazione. E chi meglio dell’Amministratore Delegato di Apple può raccontare come è cambiata una delle aziende più innovative del pianeta da quando è succeduto al fondatore Steve Jobs, 10 anni fa.  Un’occasione per conoscere la sua visione del futuro, ma anche dell’evoluzione dei diritti civili: «Siamo all’alba di una nuova era». Spiega Cook: «I cambiamenti avvengono quando uno meno se lo aspetta. Hanno bisogno di molto tempo per maturare e poi, d’un tratto, ecco la scintilla definitiva. Adesso è il momento. Sono convinto che il risultato sarà̀ trovarci a vivere in una società̀ più̀ egualitaria in cui sentirci tutti più̀ orgogliosi e più̀ ispirati».  

La trasformazione non è soltanto il tema dei contenuti di Esquire. Lo stesso giornale è all’insegna del rinnovamento in questo primo numero a firma di Massimo Russo.  Proprio il neo direttoreracconta così la visione di Esquire sulle trasformazioni che ci attendono «Ci riferiamo a qualcosa di molto più ricco e penetrante del semplice cambiamento. In “trans” c’è l’andare oltre, l’irriverenza, la capacità di addentrarsi in territori inesplorati, a caccia dell’inatteso; nel concetto di “formazione” è insita l’idea di dare sostanza, volume, pieno compimento, a qualcosa che già abbiamo dentro di noi».  Concetti che confermano come da 90 anni Esquire abbia sempre cambiato le regole del gioco delle testate maschili, ponendosi in modo libero e anticonformista. «L’ultimo anno e mezzo ha trasformato un’identità maschile che era già in profonda evoluzione. – continua Russo – La esploreremo insieme, attraverso personaggi, stili, tendenze, passioni, storie e immagini globali e plurali, che hanno l’ambizione di aiutarci a realizzare il nostro potenziale, qualsiasi esso sia, con leggerezza e divertimento”. E presenta anche la mascotte del giornale: Esky.  “Vi darà il benvenuto su queste paginea loro volta trasformate per rendere ancora più evidente il family feeling internazionale che lega Esquire Italia alle altre edizioni europee».  

Intanto nel numero dell’11 giugno troveremo altri tesori destinati a rimanere nella memoria come l’intervista con il calciatore Kylian Mbappé, quasi 23 anni e talento assoluto in piena trasformazione della nazionale francese. Mbappé pensa che i grandi calciatori abbiano bisogno di un grande ego. «Nel calcio di alto livello, nessuno ti farà spazio o ti dirà che sei capace di giocare in modo straordinario. Sta a te convincerti di essere bravo. E, giusto per chiarire la misura delle sue ambizioni, conclude dicendo di voler «vincere tutto». 

La migliore tradizione di Esquire è legata alle firme e ai fotografi che nel ‘900 ne accompagnarono il viaggio. Tra esse il premio Nobel Ernest Hemingway, del quale quest’anno ricorre il 60esimo anniversario della morte. Per celebrarlo Esquire pubblica un inedito per l’Italia. Quasi nessuno sa che lo spunto per uno dei libri più celebri dello scrittore, “Il vecchio e il mare”, nacque proprio da una corrispondenza sulla pesca d’altura pubblicata dal magazine nel 1936. Per spiegarne l’emozione Hemingway scrive: «La Corrente del Golfo e le altre grandi correnti oceaniche sono l’ultimo territorio selvaggio rimasto. Una volta che sei fuori dalla vista della terraferma e delle altre barche, sei più̀ solo di quanto potrai mai essere andando a caccia e il mare è rimasto lo stesso di sempre». 

A proposito di anniversari, tra pochi giorni saranno passati vent’anni tondi dai giorni carichi di tensione del G8 di Genova, che ha segnato il climax e l’inizio del declino del movimento di protesta contro la globalizzazione, infiltrato dalle frange violente dei black bloc, e dall’altra parte ha rappresentato uno dei giorni più bui per le forze dell’ordine. Per spiegare alla generazione di quanti sono nati dopo quei fatti cosa accadde a Genova e cosa ne rimane, Claudia Fusani, inviata al G8 nel 2001 e oggi giornalista parlamentare, ripercorre la cronaca e afferma: «Vent’anni dopo dovrebbe essere facile dire chi ha vinto e chi ha perso. In realtà abbiamo perso tutti». Ma «quei temi che allora suonarono fuori dal tempo e dalla storia, sono i temi in agenda oggi nei grandi vertici internazionali. I capi di Stato e di governo denunciano gli “effetti della globalizzazione” e indicano le disuguaglianze come la vera emergenza».

L’evoluzione delle città con il ritorno alla vita è uno degli argomenti di maggiore attenzione in questi mesi. Ciò è vero in particolare per Milano, all’inizio di un percorso che la condurrà tra cinque anni a ospitare i giochi olimpici. Il numero estivo di Esquire lo affronta con l’anticipazione esclusiva di un libro fotografico di Guido Guidi. Si tratta di un portfolio, una serie di fermo immagine ripresi un attimo prima di un’altra trasformazione: quella che, al volgere del millennio, avrebbe portato Milano a essere una delle capitali della contemporaneità. Nel testo che accompagna gli scatti Emanuele Amighetti commenta: «Città, periferia, trasformazioni. (…) La città di Guidi, che da oltre mezzo secolo documenta gli spazi transitori, i “luoghi imprecisi” tra i contesti urbani, è un universo allo stesso tempo realistico, irrisolto, sospeso e un paesaggio interiore fatto di presenze, assenze, silenzi e seduzioni».

Nella sezione moda e stile di Esquire gli outfit per l’estate scelti da Antonio Autorino

e raccontati dalle immagini di Valeriya Polivanova in un gioco di trasformazioni 3D. La fotografa Bea de Giacomo narra la delicata fase di passaggio alla vita adulta di un gruppo di adolescenti con lo styling di Anna Carraro. Un gamework di Eva Novelli – l’ironica Esky Time Machine su cui giocare a perdere e a guadagnare tempo – fa da sfondo alle ultime novità dal mondo della haute horlogerie. Nick Sullivan, direttore creativo di Esquire a New York, nella sua rubrica per l’Italia immagina come vestiremo nel post-pandemia.

Il tradizionale appuntamento con le guide di Esquire in questo numero è dedicato alla transizione di genere. Il destino del southworking, l’Italia del 2786 nella distopia del cambiamento climatico, gli sport estremi e il ritorno della stand-up comedy con Edoardo Ferrari e Luca Ravenna che raccontano come è nato Cachemire, il loro podcast “morbidissimo”, completano la sezione Stories. Roberto Mancini, la  sua esperienza da ct della nazionale di calcio, è invece protagonista del What I’ve learned, mentre il What it feels like è dedicato alle emozioni del surfare un’onda gigante. Nella sezione At His Best, tra gli altri argomenti, i capi e gli accessori Essential, Nico Vascellari e il suo tour d’Italia a ritmo di samba, gli anni ‘90 di Max Pezzali, il detox di corpo e mente, le auto sostenibili, e – per tutte le forme del piacere – la terza puntata del viaggio alla scoperta del pene.