Il valore dei brand italiani resiste alla pandemia e cresce dell’11%

Nonostante un anno segnato dalla pandemia da Covid-19 e dalle relative ripercussioni economiche, continua a crescere il valore dei brand italiani. È quanto evidenzia la classifica Kantar BrandZTM Most Valuable Italian Brands, che prende in considerazione il brand value dei primi 30 marchi italiani, secondo cui questo valore è cresciuto nell’ultimo anno dell’11% raggiungendo quota 114,6 miliardi di dollari. 

Dominano la classifica i brand italiani del lusso, che rappresentano il 42% del valore totale della Top 30. La classifica riflette i diversi punti di forza del Made in Italy, con ben 12 categorie rappresentate, e con player del lusso, del food, delle telco, dell’automotive e dell’energia posizionati nella Top 10. 

In testa alla classifica BrandZ si conferma Gucci, con un valore di brand di 33,8 miliardi di dollari, in crescita del 12% nell’ultimo anno, accelerando il focus sul digitale, investendo ulteriormente nella brand experience e beneficiando della presenza in mercati come USA e Asia, dove la domanda è rimasta forte. 

Al secondo posto si classifica Enel, con un aumento del valore del brand del +41% a 13,6 miliardi di dollari, grazie al suo posizionamento globale come sustainability enabler ed al costante impegno nel guidare lo sviluppo sostenibile del settore energetico. L’azienda, che ha ottenuto anche il premio “Most Sustainable Brand”, ha staccato Tim, terza a quota 9,1 miliardi di dollari, Kinder (8,9 miliardi di dollari) e Ferrari (6,8 miliardi di dollari).

L’accelerazione delle strategie di marketing digitale ha offerto opportunità ai brand di diverse categorie per continuare a crescere durante la pandemia. 17 brand della Top 30 hanno aumentato il proprio valore. Tra questi, spiccano per velocità di crescita Bottega Veneta (+54% – No.12 – 2.2 miliardi di dollari), Aperol (+54% – n. 23, 1.1 miliardi di dollari), Fendi (+48% – n.8, $3.2 miliardi di dollari), Enel (+41% – n.2, 13.6 miliardi di dollari) e Ferrari (+35% – n.5, $6.8 miliardi di dollari).  

Anche i brand alimentari hanno ottenuto buoni risultati grazie a una combinazione di innovazione, comunicazione di alta qualità e coinvolgimento emotivo che hanno attivato un ampio spettro di consumatori. Kinder (n. 4, 8,9 miliardi di dollari), Nutella (n. 7, 3,8 miliardi di dollari) e Ferrero Rocher (n. 9, 2,9 miliardi di dollari) sono tutti cresciuti in valore e si classificano nelle prime 10 posizioni. 

Entrano in Top 30 quest’anno Campari, Fineco, San Pellegrino ed Esselunga

Buone le performance anche nel mondo del beverage e degli spirit, che hanno registrato ottimi risultati, con crescite rilevanti, anche grazie alla performance stellare di Aperol, che ha capitalizzato sul forte Purpose e su una comunicazione molto efficace. Il brand è riuscito a crescere, nonostante la chiusura di bar e ristoranti in tutto il mondo, creando tendenza per i momenti di aperitivo e per i cocktail fatti in casa. Anche Lavazza ha ottenuto un +24% di crescita, mantenendo alto l’interesse dei consumatori per il consumo domestico contro il calo di uffici e bar, in lockdown.

Federico Capeci, CEO Italy, Greece & Israel – Insights Division, Kantar ha aggiunto: ” È durante i periodi più difficili che la forza del brand mostra il suo impatto, poiché i brand che riescono ad essere significativi, diversi e salienti per il loro pubblico sono altamente premiati. In quello che è stato un anno turbolento, i brand hanno offerto una certa stabilità, affidabilità e continuità, che i consumatori hanno apprezzato. Nonostante la crisi economica e sanitaria, i brand italiani hanno dimostrato che la crescita arriva quando si ha il coraggio di decidere dove concentrarsi e come reagire. Oggi è più importante che mai sapere cosa pensano i clienti e rispondere rapidamente. I brand hanno bisogno di strategie che pensino all’oggi, guardino al futuro e siano implementate con rigore per il successo a lungo termine”.