Pronti alla ripresa tra Innovazione e Digitalizzazione

Si è appena concluso il Secondo Osservatorio dedicato a Imprese e Covid, l’attività condotta tra febbraio e marzo da Ipsos in collaborazione con partner chiave nei diversi settori: Adecco, Intesa San Paolo, Università Bicocca e Comitato Leonardo, ad Mirabilia.

Il Secondo Osservatorio evidenzia come dato di fondo una spaccatura tra micro-imprese (piccolissime realtà familiari, commercianti etc..) ancora in grande sofferenza e le aziende dai 10 addetti in su. Quest’ultime, negli ultimi mesi, sembrano avere recuperato una cauta positività verso i futuri scenari economici grazie a fattori generali vissuti come rassicuranti: l’avanzare della campagna vaccinale, le recenti riaperture di UK e Israele, la liquidità delle aziende salita di 62 miliardi (+20,80%) negli ultimi 7 mesi e la prospettiva del recovery plan e del Next Generation EU.

L’indagine, oltre a offrire un quadro attuale dello stato e del “sentiment” delle aziende italiane, offre l’analisi comparata con i dati rilevati nel corso del Primo Osservatorio e mette in luce evoluzioni e i cambiamenti di prospettiva rispetto alle fasi iniziali della pandemia.  

Risultati in dettaglio:

  • La crisi si allunga ma appare più gestibile – oggi 1 azienda su 4 (pari al 26% degli

intervistati) ritiene che ci vorranno 2 anni per tornare alla normalità. Nel 2020 solo 1 azienda su 10 prevedeva un orizzonte temporale così lungo. Tale consapevolezza ha determinato un cambio di prospettiva: le aziende sono tornate a concentrarsi su previsioni di medio/lungo periodo (3 mesi – 1 anno).

Spiega Nicola Neri AD Ipsos:Per le aziende la situazione rimane complessa, ma appare più gestibile come rivelano le minori preoccupazioni per i flussi di cassa. Oggi il 22% degli intervistati non pensa vi sarà un periodo difficile mentre 6 mesi fa la pensava così solo il 9%”. 

  • La salute delle aziende è in miglioramento – 7,2/10 rispetto al 7/10 del Primo Osservatorio con un delta di crescita più elevato per le piccole (+0.3) e medie imprese (+0.4) mentre permangono forti criticità per le microimprese.

Come commenta Andrea Alemanno Senior Client Officer di Ipsos: La sensazione è che ci sia gran voglia di ripartire nonostante il quadro appaia ancora complicato. Cosa vuol dire stare meglio? Significa che rispetto a 6 mesi fa l’attenzione ai costi, pur rimanendo al primo posto nelle dichiarazioni degli intervistati, scende di ben 10 punti (pari al 48% degli intervistati)e la percentuale di aziende che si aspettano una crisi diffusa e gravi difficoltà si riduce di ben il 12% (pari al 26% degli intervistati).  Prosegue Alemanno: “Le aziende tutto sommato stanno bene perché la loro capacità di cogliere opportunità di sostegno finanziario fa sì che non siano insoddisfatte delle risorse che hanno in cassa, anzi la maggior parte è soddisfatta (61% degli intervistati) e soprattutto il numero di quelle totalmente insoddisfatte rispetto a 6 mesi prima si dimezza.”

Emerge poi dallo studio con assoluta evidenza come per le Aziende la ripresa si accompagni a una nuova consapevolezza e necessità di imprimere un forte cambiamento al proprio modello di business

  • Innovazione e digitalizzazione asset chiave per la ripartenza – la voglia di investire in tecnologia e digitalizzazione cresce +21% (pari al 41% degli intervistati) perché si ha consapevolezza che qualsiasi cosa succeda bisogna essere equipaggiati al meglio per affrontarla. Dunque, voglia di ripartenza che parte dal digitale. 

Imprese alla riscossa – Tre asset strategici 

  1. 1) Prodotti Innovativi +11% (pari al 52% degli intervistati) rispetto al 2020 le aziende che dichiarano di voler investire nel lancio di prodotti totalmente nuovi perché il mondo è cambiato. Prodotti basati sulle nuove dotazioni tecnologiche e rispondenti alla nuova realtà. 
  1. 2) Apertura crescente all’Ecommerce –aumenta il numero di aziende che si stanno attrezzando per la vendita on line e soprattutto passa dal 28% al 36% il numero delle quelle che non ricorrono ai market place ma che sviluppano l’Ecommerce sul proprio sito o attraverso canali controllati dall’azienda stessa.
  1. 3) Tensione alla sostenibilità – ben il 68% delle aziende intervistate investe in Sostenibilità. +7% rispetto al 2020.

La ripartenza: più opportunità o più rischi?

Molto incoraggianti i dati relativi alla percezione degli intervistati che ben nel 61% dei casi, quasi 2 aziende su 3, dichiara di intravedere per il futuro più opportunità che rischi. 

Commenta Nando Pagnoncelli Presidente Ipsos: “Le opportunità indicate sono molteplici: sviluppare la digitalizzazione dell’azienda, nuovi prodotti, nuove occasioni di crescita sia sul mercato italiano che estero. Ed è un dato in aumento del 7% rispetto allo scorso anno.”

Al contrario, nel caso delle aziende più piccole (small business – fatturato inferiore ai 2,6 Ml €) solo 1 su 4 intravede più opportunità mentre le altre temono maggiori rischi nel 26% dei casi.  importante però notare che comunque il dato è in calo dell’8% rispetto al Primo Osservatorio del 2020.

Investimenti: quali priorità?

  • Incremento produttività (58% degli intervistati) + 20% (2020)
  • Digitalizzazione (53% degli intervistati) +20% (2020)
  • Ricerca e innovazione di prodotto (40% degli intervistati) = (2020)
  • Formazione personale (40% degli intervistati) + 6 (2020)
  • Pubblicità, marketing e comunicazione (33% degli intervistati) + 2 (2020)
  • Sostenibilità ed economia circolare (29% degli intervistati + 13 (2020).

Provvedimenti più interessanti:

  • Sgravi per nuove assunzioni 53% degli intervistati 
  • Sgravi per assunzioni under 35 (primo impiego) – 44% degli intervistati

Per Innovare– il giusto mix di competenze interne-ricerche di mercato-collaborazioni

  • Conoscenza – rinforzo competenze interne 53% – aumento di ricerche di mercato 38% collaborazione con enti esterni all’azienda 37%

Seguono:

  • Espansione – verso paesi esteri ad oggi marginali o assenti 23% e/o ampliamento in settori ad oggi marginali o assenti 23%
  • Sperimentazione – co-creazione con i clienti 22%, acquisizione di aziende innovative 18% startup, acquisto di licenze e brevetti che ci interessano 13%.  (Praticato da poche aziende pionieristiche) 

Verso una nuova Comunicazione Corporate – Personal Branding ed Employer Branding 

Negli scenari futuri le aziende saranno sempre più chiamate generare engagement in un modello che cambia sia a livello di leadership che a livello organizzativo.  

I manager diventano portavoce dell’azienda nei confronti del mondo esterno e interno e si fa strada l’attività di Personal Branding. 

Una tendenza in crescita tra le aziende:

  • • Il 32% ha giàintrapreso attività specifiche di Personal Brandingrivolte ai manager
  • • il 15% ha iniziato attività specifiche in maniera strutturata
  • • il 17% ha iniziato recentemente/ ancora agli inizi
  • • il 13% sta pensando di iniziare un percorso di Personal Branding

Commenta Lorenza Bassetti CEO e Founder di Ad Mirabilia “L’umanizzazione della Comunicazione Corporate, il racconto corale dell’azienda fatto attraverso le figure dei manager scalda sicuramente il concetto tradizionale di Employer Branding. Ma proprio per la delicatezza dei temi e dei ruoli e per il notevole impegno e la geniunità richiesti dal mezzo è più che mai necessario che l’attività di Personal Branding venga gestita in modo strutturato, come un ulteriore canale di comunicazione con una gestione professionale”.

La relazione tra aziende e consumatori – come cambia?

Il 30 % degli intervistatipensa che si ripartirà con un cambio totale del modello di business e della relazione con il consumatore. Gli asset chiavi indicati sono:

  • Estrema targhettizzazione e personalizzazione dell’offerta (43% degli intervistati) +3
  • Crescente attenzione a Qualità (26% degli intervistati) + 8 e ai servizi (29% degli intervistati) + 13, specie loyalty e fidelizzazione post vendita (28% degli intervistati) +11

Commenta Adelaide RAIA General manager Bolton Group Crescerà la comunicazione incentrata sull’offerta. Il lancio di nuovi prodotti prevederà anche il lancio di nuove comunicazioni incentrate sul prodotto e il suo valore +13% (30% degli intervistati). Il dialogo con il consumatore sarà sempre più inclusivo in una comunicazione biunivoca tra azienda e consumatore, in cui si punterà sì alla condivisione di valori ma conterà anche molto il prodotto

Il Campione 

In linea con il Primo Osservatorio (marzo 2020 ottobre 2020), anche per questa seconda indagine sono state coinvolte oltre 400 aziende, tutte con oltre 10 addetti. Realtà piccole medie e grandi (ad esclusione solo della micro-imprenditorialità), selezionate in modo da rappresentare un mix completo dei diversi settori: industria, agricoltura, terziario, commercio, pubblica amministrazione.  Molteplici le figure aziendali sondate – dai vertici apicali (CEO e Managing Director) ai responsabili di divisione (H&R, R&D e Comunicazione) – così da ottenere una fotografia puntuale di visioni e orientamenti prevalenti tra le diverse anime delle aziende.