La Pubblicità: un ritorno al passato?

di Maurizio Badiani

Maurizio Badiani

Sarà il Covid che ci ha messo addosso una fottuta paura del presente e, forse, anche del futuro. Sarà un latente bisogno, in tempi di incertezze, di rifugiarsi in un passato vissuto come caldo e rassicurante. Oppure sarà il fatto che in assenza di idee nuove vanno bene anche le vecchie…Sarà per queste o per altre ragioni che mi resta difficile immaginare, sta di fatto che oggi, accendendo la tv, si ha spesso la sensazione di essere tornati indietro di 30 o 40 anni. 

Barilla, azienda che di solito si distingue per la qualità e l’originalità delle proprie campagne, nei suoi nuovi spot ha riesumato il vecchio Vangelis che, un tempo glorioso accompagnamento di film memorabili (chi ha una certa età si ricorderà senz’altro il lunghissimo spot con cui Gavino Sanna lanciò negli anni 80 una campagna divenuta famosa), finisce adesso per fungere da mesto sottofondo a piccole storie dimesse: il ragazzo e la ragazza che tornano a casa tristi (non sappiamo perché ma di motivi per avere il muso lungo i nostri giovani ne hanno a bizzeffe) e ritrovano un misurato sorriso davanti al solito piatto di spaghetti fumanti. 

Sorvolo sull’originalità dell’idea che è la stessa – ma decisamente “in minore” – adottata per il lancio dei Sofficini Findus più di 40 anni fa (lo so perché c’ero e ho lavorato su quel prodotto).

Mi limito solo a constatare il “ritorno al passato” di un marchio che solitamente è molto attento al presente. 

Che dire poi di Renault? Già prima che il sottoscritto, nel gennaio del 90, cominciasse a scervellarsi per il marchio con la losanga, ogni spot – ed ogni radio – dell’azienda francese aveva sempre e soltanto un unico sottofondo di accompagnamento:

l’arrangiamento del brano Johnny and Mary di Robert Palmer uscito nel lontanissimo 1980. 

Il claim di allora? Auto da vivere. Oggi l’azienda d’oltralpe ha recuperato – tirandolo fuori da qualche cassetto rimasto chiuso per anni – insieme alla vecchia musica anche il vecchio slogan. 

Forse, devono aver pensato sia in Barilla che in Renault, chi ha una certa età si ricorderà con nostalgia e affezione delle vecchie campagne e chi invece, per questioni anagrafiche, non ha avuto la possibilità di conoscerle “leggerà” i recenti spot come autenticamente nuovi.

Funzionavano allora, funzioneranno anche oggi. 

Un po’ come il migliore Battisti insomma: ai miei tempi lo suonavamo seduti intorno al fuoco, oggi lo cantano mio figlio e i suoi amici prima o dopo la partita. 

Potenza degli evergreen? Mancanza di nuove idee? Pilatescamente mi astengo da ogni sentenza.