Vizi Pubblicitari – Dove si annida la fake news?

di Federico Unnia – Alla luce di quello che abbiamo passato in questi ultimi 14 mesi parrebbe una sciocchezza. Una leggerezza. Ma invece fa bene il Comitato di controllo a stroncare un messaggio pubblicitario il cui effetto dannoso è duplica. Da un lato presentare un prodotto per quello che non è. Dall’altro, alimentare un uso elastico di contenuti scientifici e medici che portano poi all’affermazione di gravissime fake sul valore e il contenuto scientifico.

Il Comitato di controllo aveva messo nel radar il messaggio A&R Pharma che attribuiva al prodotto Herpasovir funzioni antinfiammatorie e antivirali, suggerendolo come efficace in caso di specifiche infiammazioni virali come “herpes labiale, papilloma virus, virus influenzali e parainfluenzali, condilomi, verruche, molluschi contagiosi, herpes genitale, papule della varicella, eruzioni da fuoco di Sant’Antonio”. Il tutto con lo slogan perentorio “Cintura nera per contrastare al meglio le infezioni virali e riequilibrare i disordini immunitari”.

Il Comitato ha correttamente ritenuto tali affermazioni  manifestamente non conformi agli artt. 2 – Comunicazione commerciale ingannevole – e 23bis – Integratori alimentari e prodotti dietetici – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Il messaggio, infatti, attribuiva al prodotto pubblicizzato, a base di estratti vegetali, funzioni antinfiammatorie e antivirali, suggerendolo come efficace in caso di specifiche infiammazioni virali come “herpes labiale, papilloma virus, virus influenzali e parainfluenzali, condilomi, verruche, molluschi contagiosi, herpes genitale, papule della varicella, eruzioni da fuoco di Sant’Antonio”. 

Secondo il Comitato, la comunicazione accredita un’efficacia che trascende gli effetti riconoscibili agli integratori come quello pubblicizzato, lasciando intendere un’impropria funzione terapeutica non compatibile con la natura del prodotto. In particolare, spiega il Comitato, la lista dei cosiddetti “botanicals” del Ministero della Salute non riconosce ai componenti del prodotto nessuna delle funzioni vantate nel messaggio, in quanto il riconoscimento di una fisiologica funzione a sostegno delle naturali difese dell’organismo non appare in alcun modo sovrapponibile alla perentorietà dei claim riportati nella comunicazione contestata.

Da qui il sacrosanto blocco.

Viene da chiedersi una cosa: ma la qualità dell’informazione, di cui tanto si sente parlare, non imporrebbe anche un vaglio dell’adv che si ospita sulle medesime pagine? E’ un vecchio, dibattuto, ed insoluto problema: redazione e concessionaria non possono e non debbono dialogare. Ma è proprio così?