Il Papa in Irak. In leggero ritardo…

di Maurizio Badiani

In un libro su la crisi del Rinascimento* mi imbatto in un personaggio a dir poco straordinario e sicuramente in anticipo sui tempi. E per questo – ça va sans dire – dimenticato dalla Storia. Il nostro visionario si chiamava Guillaume Postel. Un Carneade che avrebbe bisogno di una buona rispolverata. Professore di lingue (conosceva il greco, l’arabo, l’ebraico e il siriaco) e di matematica presso quello che sarebbe poi divenuto il Collège de France, il Postel ebbe almeno 3 grossi demeriti: aver considerato la donna alla pari dell’uomo, avere cercato di creare una lingua universale, aver creduto nella possibilità di fondere tra loro le tre religioni monoteiste.

Un po’ troppo per uno che era nato nel 1510. E di fatti fece una brutta fine: inquisito come eretico, venne dichiarato folle. Rinchiuso e poi liberato, morì, come in ogni favola triste, dimenticato da tutti. Il suo capolavoro “De orbis terrae concordia” del 1544, già nel titolo – con quel concordia in bella vista – faceva presagire dove sarebbe andato a parare. Non solo con le sue dottrine ma con la sua stessa vita. Anche Giordano Bruno fu in anticipo sui suoi tempi e per le sue idee non ortodosse fu strinato come un pollo in Campo dei Fiori** a Roma in un rigido giorno di febbraio del 1600. Dieci anni dopo il grande Galileo cominciava il suo lungo Calvario processuale alla fine del quale, per salvarsi la pelle, dovette rimangiarsi tutto quello che aveva scritto.

La terra che gira intorno al sole? Tutte cazzate. Copernico? Mai conosciuto. Ma sì, meglio riderci su e metterla in burletta anche se “allora” queste cose erano prese maledettamente sul serio (Bruno docet). Ho infilato questa strana china indotto dal recente viaggio del Papa in Irak. Vederlo pregare insieme ai rappresentanti di altre religioni mi ha fatto un sincero, enorme piacere. Un forte gesto simbolico: un chiaro invito alla pace Universale e al superamento di ogni barriera interreligiosa. lo so, rispetto al Postel, è in ritardo di qualcosa come 477 anni. Ma si sa com’è la Chiesa.

E’ riflessiva e certe cose vuol ponderarle bene. Prima di riabilitare Galileo ci ha messo ben 359 anni, 4 mesi e 9 giorni. Su Giordano Bruno ci sta ancora pensando. In fondo cosa sono i mesi e gli anni nei confronti dell’eternità? Lo stesso Bruno sarebbe d’accordo. E, riflettendoci bene, dubito fortemente che il coriaceo Nolano sarebbe contento di una riabilitazione. Lui che ce l’aveva messa tutta, ma proprio tutta, per farsi condannare e per arrivare a sparare in faccia al Bellarmino quella frase così cara a ogni cultore del libero pensiero“Forse tremate più voi nel pronunciare contro di me questa sentenza che io nell’ascoltarla!”. Una frase troppo bella, troppo ad effetto, per venire cancellata dai libri di Storia. 

*Per i più meticolosi si tratta de “La crisi del rinascimento e il manierismo” di Tibor Klaniczay, Bulzoni Editore 

**lI Campo dei Fiori era il luogo prediletto dagli Inquisitori per i falò dedicati agli “eretici”: nel Marzo del 1585 vi era stato bruciato – dopo essere stato prima decapitato – Jacopo Massilara, meglio noto come Jacopo Paleologo (1520- 1585) “anticipatore” di molte delle teorie del Postel.