Il gioco d’azzardo e il mondo del cinema: una storia sul fantastico mondo delle scommesse

Sin dall’alba dei tempi, l’essere umano condivide la sua storia con la passione del gioco d’azzardo. Ovviamente, anche l’arte cinematografica, non poteva non sentire questa forte attrazione. Infatti, nel vasto mondo del cinema, si possono trovare dei piccoli capolavori, pellicole ove vengono ad essere custodite storie e gesta sia di grandi eroi e sia di numerose anti eroi, tutti, in ogni caso, sempre coinvolti in ogni tipo di scommessa.

Per quanto riguarda, ad esempio, la cinematografia italiana, se si pensa al felice matrimonio tra cinema e il mondo delle scommesse, difficilmente la memoria non va subito a “Febbre da cavallo”, il mitico film del 1976, che vede un cast assolutamente eccezionale, muoversi sotto l’attenta regia di Steno. Pellicola cult della commedia italiana, questo intramontabile film, vede come protagonisti Adolfo Celi, Ennio Antonelli, Gigi Ballista, Catherine Spaak, Mario Carotenuto, Francesco De Rosa e i mitici Enrico Montesano e Gigi Proietti, agitarsi nel mondo delle scommesse ippiche. Per sovvenzionare una fallimentare quanto costosa passione, i protagonisti, quindi, ricorrono ad inventare ogni genere di raggiro e stratagemma, per trovare il necessario denaro.

Diretto da Francesco Massaro nel 1983 “Al bar dello sport”, va, invece, a far vivere le emozionanti atmosfere del Totocalcio, ovvero quando, il tanto sospirato 13, rappresentava un incredibile riscatto sociale. Lino Banfi e Jerry Calà, i due protagonisti, nel film saranno coinvolti in tutta una incredibile serie di grottesche e rocambolesche avventure.

Ma il fantastico mondo delle scommesse, non è stato solamente di ispirazione per la cinematografia italiana. Uscito nel 1995, “Casinò”, con protagonisti Joe Pesci, Sharon Stone e Robert De Niro diretti da Martin Scorzese, tratteggia tutte le contraddizioni che animano Las Vegas. Un film che, oltre essere considerato un cult, è, nella storia del cinema, una delle pellicole tra le più premiate.

Altro celeberrimo capolavoro, è “La stangata”, film uscito nel 1973 e che è stato capace di vincere ben 7 premi oscar. Sotto la regia di George Roy Hill, Paul Newman e Robert Redford si rendono protagonisti di una pellicola passata alla storia.

Altri film dedicati al mondo delle scommesse che si possono ricordare, sono, ad esempio, “Rischio a due”, del 2005, e “Rain Man”, film del 1988 e vincitore di 4 premi Oscar. Oggi, il piacere di poter dedicarsi alle scommesse sportive, può essere vissuto da protagonista grazie al web. Senza dubbio, 123 scommesse è un eccellente esempio.

Certo, in questa nuova ottica di gioco, i dati assumono un determinante ruolo. Seppure l’utilizzo dei dati nel mondo delle scommesse sportive non sia nuovo, le nuove tecnologie di elaborazione stanno rendendo possibile realizzare cose ancora inconcepibili solamente qualche anno fa. Oggi, gran parte degli scommettitori sportivi, dunque, si può prendere tutto il tempo necessario per poter fare affidamento su dati diversi, in modo da poter ottimizzare al meglio le proprie scommesse sportive online. Un processo, oramai così integrato, che è entrato a far parte delle consolidate abitudini di ogni amante delle scommesse online.

Pertanto, non vi è nulla di più normale e ovvio, ad esempio, che controllare le recenti prestazioni di una squadra, le notizie su un giocatore e la storia degli ultimi incontri tra due squadre. Grazie a nuovi ed efficienti metodi di analisi dei dati e grazie a tecnologie sempre più sofisticate, lo scommettitore, perciò, ha una massa crescente di dati che lo aiuta a prendere decisioni più informate e a fare previsioni sempre più vicine alla realtà.

Ovviamente, questa mole di dati è, anche accessibile al bookmaker, il quale avendo tutti questi dati, queste informazioni e approfondimenti, li può andare ad utilizzare per stabilire le quote. Quindi, seppure attraverso la tecnologia si possono analizzare infiniti dati, per poter andare a modellare una ottimale impostazione è, assolutamente, necessario non fare affidamento esclusivamente su uno o due risultati positivi. Piuttosto, andando a concludere, è bene assicurarsi che i propri dati siano affidabili e che il metodo elaborato risulti essere riproducibile.