Billy Davis e il jingle più famoso del mondo

di Maurizio Badiani

Nel 1980 trascorsi, per volere della McCann, 3 mesi a New York. 

Alberto Cremona, allora direttore creativo della sede di Milano, mi aveva inserito nel cosiddetto “The NY Team” un gruppo selezionato di creativi provenienti da tutto il mondo il cui compito era quello di ideare commercial per la Coca Cola ed altri grandi clienti multinazionali. 

Fu in quel periodo che conobbi, diventandone amico, “Billy” Davis, all’anagrafe Roquel Billy Davis, musicista nero di eccezionale talento che, dopo varie esperienze in campo discografico, era stato ingaggiato dall’agenzia come Music Director. 

Il maggior cliente della McCann era la “The Coca Cola Company” e fu per quel cliente che Billy dette il meglio di sé partorendo alcuni jingle destinati a rimanere nella storia. E non solo della pubblicità. 

Il più famoso tra questi si intitola “I’d Like to Teach the World to Sing (In Perfect Harmony)” e fu usato dall’azienda di Atlanta nel 1971 per uno dei suoi spot più memorabili. Il commercial venne girato in Italia e precisamente a Manziana, piccolo borgo a 50 chilometri da Roma. Anche il regista, Roberto Malenotti, era italiano.

Su una collina furono radunati giovani di nazionalità diverse provenienti da ogni parte del mondo i quali, ciascuno con la sua bottiglietta di Coke in mano, cantarono insieme la canzone scritta appositamente per loro da Billy.

Il jingle divenne così famoso che spinse Davis a trarne una canzone che – privata di ogni riferimento commerciale – vendette milioni di copie e stette in vetta alle classifiche di quasi tutti i Paesi. The Coca Cola Company, che era proprietaria dei diritti del brano, destinò 80.000 dollari all’UNICEF. 

Il commercial terminava con un lungo”super” che riporto in edizione originale: 

“On a hilltop in Italy / We assembled young people / From all over the world  /To bring you this message / from Coca-Cola Bottlers / All over the world. / It’s the real thing. Coke.” Il governo Sudafricano chiese che dallo spot destinato alle sue emittenti venisse tolto ogni ragazzo di colore. Pare che la compagnia di Atlanta si sia rifiutata di farlo. Lo spot, che risultò il più costoso mai prodotto fino allora (250.000 dollari del 1971), ebbe presto un seguito ambientato di notte. 

In questa versione i ragazzi tenevano ciascuno in mano una candela accesa.

L’insieme delle candele componevano alla fine la forma di un gigantesco albero di Natale su cui troneggiava il marchio della Coca Cola o, a seconda dei paesi, la scritta “Buone Feste”. Chi ha qualche capello bianco si ricorderà sicuramente questo spot che fu usato per anni anche in Italia durante il periodo natalizio. 

Ma le buone idee (e le buone musiche) sono destinate a durare nel tempo.

Così nel 1990, stavolta con una regia americana, fu girato “sulla stessa collina di 19 anni prima” un terzo commercial a cui fu dato il nome  di “Hilltop Reunion” che fu mandato in onda durante il 24° Super Bowl. 

Il commercial aveva come protagonisti gli stessi ragazzi dello spot originale, adesso divenuti adulti, che cantavano, insieme ai loro figli, lo stesso jingle del 1971, riadattato per l’occasione. 

Sulle immagini scorreva il seguente testo: 

“Yesterday as today, generation after generation,  all over the world, you can’t beat the feeling of the real thing.”   

Tra gli altri jingle nati dal talento di Billy cito “It’s the Real Thing”, “Things Go Better With Coke”, “Country Sunshine” e “Have a Coke and Smile” che fu la colonna sonora di un altro grande commercial “Hay Kid,Catch!” con protagonista un bambino e il gigantesco giocatore di football americano Mean Joe Greene, spot premiato con un Clio e un leone d’oro a Cannes.

Nel 2007 a Billy Davis è stato decretato l’onore di entrare nell’Advertising Hall Of Fame.

Billy è morto nel settembre 2004 a 72 anni.

Dedico a lui queste poche righe in ricordo dei gioiosi momenti che a New York, a Milano e a Londra abbiamo trascorso insieme.