Ecco AI il nuovo creativo

di Federico Unnia

La coppia creativa da qualche tempo dava segnali di crisi. Mancava il feeling che tante campagne di successo aveva partorito. Chi tra copy ed art è destinato a farsi da parte?

Di questo viene da pensare leggendo l’ultimo lavoro di Laura Chimienti, Diritto di autore 4.0. L’intelligenza artificiale crea? edito da Pacini Giuridica.

Il testo affronta uno dei gradi temi che caratterizzano il dibattito del diritto d’autore: se e come proteggere la creazione frutto dell’AI? A chi spettano, e secondo quali logiche, le tutele che il nostro ordinamento riconosce conseguenti l’atto creativo?

La questione è di importanza evidente, proprio nel mondo della comunicazione, dal momento che la tecnologia, fino a pochi anni or sono alleata nella divulgazione dell’opera, oggi assurge a divenire autore stessa della creazione. Come tale titolare di diritti.

L’Autrice tratteggia il sistema di protezione conosciuto fin qui in base alla legge sul diritto d’autore, ponendo dei paletti ad un possibile sviluppo in senso ampliativo, volto a ricomprendervi anche il prodotto finale dell’atto creativo generato dall’AI.

Tra le opere protette dal diritto vi sono anche alcune forme espressive tipiche della comunicazione pubblicitaria. Viene da chiedersi, pertanto, quale sia l’impatto dell’applicazione dell’AI alla comunicazione pubblicitaria o di prodotti finiti creati ed utilizzati in campo pubblicitario.

Non è quindi azzardato immaginare che le applicazioni di AI entrino nelle stanze reali o virtuali delle agenzie, proponendo soluzioni visive e testuali su cui basare slogan di futuro successo. Qui come in altri settori, i problemi saranno ancora più ampi: basti pensare alla proprietà del know how e  conoscenza caricata nelle banche dati da cui trae spunto l’algoritmo per elaborare le sue proposte creative, e alla titolarità dei diritti sulla creazione.

Insomma, una rivoluzione, che occorre seguire passo passo, costruendosi una indispensabile competenza di base anche giuridica.