I punti di forza del mezzo radio, nr. 2 di 9: la radio è… universale

di Claudio Astorri www.astorri.it

Continua con questo articolo una serie di 9 dedicata ai Punti di Forza del Mezzo Radio. Il secondo è quello che caratterizza la Radio in modo unico rispetto a tanti altri media e servizi sul Web. La Radio è… UNIVERSALE.

Questo articolo è parte della serie “La Forza della Radio”, un tributo del blog www.astorri.it. Lo scopo è quello di generare riflessioni per studenti e operatori non solo del settore Radiofonico ma anche di quelli della Comunicazione, del Marketing e della Pubblicità. I punti di forza del mezzo Radio evidenziati nella serie ed illustrati con analisi e dati sono i seguenti: LiveUniversaleMobileGratuitaLiberaSelettivaInterattivaFamiliareEsplorativa.

Il mezzo Radio in Italia raggiunge ogni settimana 44.252.000 individui oltre i 14 anni, l’83,53% della popolazione. Inoltre ogni giorno ne serve 34.849.000, il 65,78% del totale. Tra le 6 e le 24 sono mediamente all’ascolto 6.383.000 persone. La durata media all’ascolto della Radio di ogni individuo è di circa 3 ore e 30 minuti. Dati annuali TER 2019. Tra le 6 e le 19 la Radio è per contatti generati il primo mezzo di comunicazione del nostro Paese.

La Radio è… UNIVERSALE

I dati della ricerca TER offrono un’idea molto precisa della universalità del mezzo Radio. Il primo modo per coglierla è quello di verificare la quota di ascolto settimanale del mezzo, di persone che si sintonizzano almeno una volta ogni 7 giorni, in base alla ampiezza del centro abitato. La Radio è ascoltata soltanto nelle grandi città e aree metropolitane o anche in comuni di piccole dimensioni? Si tratta di un primo dato che indica la trasversalità rispetto al territorio.

Come si può notare in tabella la quota media degli ascoltatori della Radio nei 7 giorni rispetto alla popolazione oltre i 14 anni è dell’83,53%. Si tratta di una dimensione considerevole che è più che sufficiente e allo stesso tempo determinante per illustrare la Radio come un grande mezzo di comunicazione di massa. Ciò che sostiene la universalità della Radio è tuttavia il dato di ogni segmento della popolazione raccolto in base all’ampiezza del centro.

L’ascolto settimanale oscilla dall’82,62% nei comuni al di sotto dei 10.000 abitanti fino all’84,21% delle città al di sopra dei 250.000 abitanti. E’ una oscillazione modestissima tra i 2 estremi considerando la difficoltà di distribuzione del segnale specie verso i comuni più piccoli in una orografia del territorio estremamente complessa come quella italiana. Solo l’1,59% di differenza tra la copertura dei piccoli comuni e quella delle grandi città è un riscontro di universalità.

Da Nord a Sud, dal Brennero a Capo Passero

Il mezzo Radio è soggetto a limitazioni di universalità diverse, ad esempio a quelle delle grandi zone in cui è suddiviso il nostro Paese? Esaminiamo le cosiddette aree NielsenNord-Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Liguria), Nord Est (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Emilia Romagna), Centro (Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna), Sud (Campania, Calabria, Basilicata, Puglia, Sicilia). Ecco il risultato.

L’intervallo di differenza dalla media nazionale qui è solo leggermente più ampio rispetto al caso della ampiezza dei centri abitati. Anche nell’estremo più basso, quello della quarta area Nielsen, si evidenzia comunque un dato sostanziale dell’82% della popolazione. E’ un dato di grande portata. E a quali ragioni si deve la forza della universalità che la Radio, numeri alla mano, dimostra non solo di detenere ma anche di voler continuamente valorizzare?

Certamente i broadcaster italiani hanno saputo investire in infrastrutture di emissione broadcast tra le migliori del mondo sia in FM che sul DAB e con un elevato grado di capillarità territoriale. Stanno concentrandosi anche sulle emissioni web. Oltre al lato tecnico lavora a favore della universalità della Radio la magnifica complementarietà dei ruoli, ben equilibrati nel mezzo, tra comparto pubblico, commerciale e comunitario, sia a livello nazionale che locale.