Paola Marella arriva su LA7d con “Donne – Storie che ispirano”

C’è Nicoletta, che ha dovuto abbandonare il lavoro, ma, grazie al suo talento, si è inventata una nuova attività. Oppure Rossella, che non si è arresa, ha ripreso il mare, ha attraversato il Tirreno da Sud a Nord. E ancora Ilaria, che dopo la duplice crisi, professionale e matrimoniale, ha ottenuto un ruolo di responsabilità in una grande azienda. Mentre Paola ha scoperto l’importanza di aiutare altre persone e si è impegnata nel volontariato. Sono le storie di quattro donne con ambizioni e caratteri diversi e un’esperienza comune: il tumore al seno metastatico. Storie in grado di ispirare altre donne nella stessa condizione a porsi traguardi ambiziosi e sollecitare tutta la comunità a impegnarsi per aiutarle a raggiungerli.

Nicoletta, Rossella, Ilaria, Paola sono le protagoniste di “Donne – Storie che ispirano”: docu-serie in 4 episodi condotta da Paola Marella in onda da domenica 22 novembre su LA7d, alle ore 18.20. 

La docu-serie è nata nell’ambito del progetto “Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico”, la campagna nazionale promossa dal 2017 da Pfizer con il patrocinio di Fondazione AIOM e in collaborazione con Europa Donna Italia e Susan G. Komen Italia per rompere il muro di silenzio che circonda le 37.000 donne italiane con questa malattia. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone nel pieno della loro vita sociale, familiare e lavorativa che viene improvvisamente e profondamente sconvolta dalla comunicazione della diagnosi. 

Sebbene non esista ancora una cura risolutiva per il cancro mammario metastatico, le terapie mirate di ultima generazione sono oggi in grado di bloccare o rallentare la progressione della malattia garantendo al contempo una buona qualità di vita.

In questi anni, “Voltati. Guarda. Ascolta.” ha raccolto le storie delle pazienti e le ha fatte conoscere attraverso il web, la radio, i canali social, il cinema e la musica. Quest’anno la campagna ha scelto un canale potente come la televisione per raccontare la possibilità di una vita intensa e positiva nonostante la malattia e accendere i riflettori sui bisogni sociali e sanitari delle pazienti.