Titoli di coda: una rivelazione

di Maurizio Badiani

Una cara amica, oggi art affermata, Serena Maggioni, dedicò la sua tesi di laurea ad un argomento decisamente poco frequentato: i titoli di testa dei film.Io invece vorrei concentrarmi su quelli di fondo, forieri a volte di autentiche illuminazioni.

Me ne dà lo spunto un film visto di recente: Paziente 64. Il giallo dell’isola dimenticata, pellicola Danese del 2018. Fino alla fine ho creduto di trovarmi davanti ad un’opera di fantasia, un mélange ben riuscito di più generi: horror, thriller, poliziesco.

Fino alla fine dicevo, cioè fino a quando sul nero dello schermo non sono scorse delle scritte che mi hanno rivelato che quanto avevo visto – al di là delle esigenze dettate dalla sceneggiatura – si basava su fatti reali, documentati e verificabili.

Insomma l’orrore del film era solo un frammento di un orrore più grande di cui ero sempre stato completamente all’oscuro. I fatti? Nel 1923 nella linda e civilissima Danimarca un medico intriso di cultura pseudo-illuminista e filo-lombrosiana di nome Christian (!) Keller dette il via, con l’avallo del Governo, ad un’operazione, diciamo così, “eugenetica”.

Il piano, che durò fino al 1961(avete letto bene!), consisteva – e purtroppo consistette – nella sterilizzazione forzata di tutte quelle donne che venivano ritenute “patologicamente promiscue” “moralmente ritardate” “sessualmente frivole” o con inclinazioni omofile. 

Teatro di questo aberrante piano di “salute pubblica” fu il piccolo isolotto di Sprogø, una lisca di terra in mezzo al Grande Belt, lo stretto che collega il mare del Nord al mar Baltico. Con il benestare del Board of Public Health nei 38 anni in cui l'”Istituto” restò attivo furono sterilizzate 11.000 donne. Vittime spesso di abusi e di rapimenti da parte di pescatori locali, a queste migliaia di disgraziate (le “ragazze” come venivano chiamate) fu tolto per sempre il dono della libertà, dell’amore e della maternità.

Tutto in nome di un’ideologia efficientista che si prefiggeva di eliminare la trasmissione dei “geni malefici” alle generazioni future.

Su un isolotto dimenticato da Dio l’uomo si sostituì a Dio “usurpandogli – sono parole di Ratzinger – il diritto di decidere che cosa è bene e che cosa è male, di dare la vita e la morte”. 

Una storia aberrante ed atroce, nera e buia come i titoli di coda da cui é emersa.