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Agcm, Covid non ferma l’attività

di Federico Unnia

Annullata la relazione annuale per l’emergenza covid-19, l’Autorità antitrust italiana nell’anno in cui si è celebrato il 30 anniversario della sua istituzione mette agli archivi un anno positivo in termini di tutela dei consumatori.

L’Autorità ha svolto 89 procedimenti istruttori in ambito di tutela del consumatore. In totale le sanzioni per pratiche commerciali scorrette, violazioni dei diritti dei consumatori e inottemperanza a precedenti delibere ha portato a irrogare sanzioni per 74,663 milioni di euro, in crescita rispetto ai circa 65 milioni del 2018. In 71 casi è stata riscontrata la violazione mentre in 14 sono stati accolti gli impegni presentati dalle società coinvolte nel procedimento. 1 solo il caso in cui la comunicazione è stata ritenuta corretta e il procedimento è stato rigettato.

L’Antitrust è inoltre intervenuto con lo strumento della moral suasion ottenendo, in 59 casi, la rimozione dei profili di illiceità rilevati. A segnalare i casi soprattutto i consumatori (55%) e le associazioni di consumatori (15%), con un significativo utilizzo del formulario online disponibile sul sito dell’Autorità; sono state  2.714 le denunce inviate   e 5529 le chiamate al contact center.

I principali interventi hanno riguardato il settore dell’e-commerce – in particolare la pratica del buy and share -, quello dell’energia (offerte commerciali scorrette, promozione e commercializzazione scorretta di impianti fotovoltaici, promozione ingannevole di carburante) e l’area delle comunicazioni, finanza e assicurazioni (abbinamenti del credito al consumo con polizze assicurative, abbinamento di mutui immobiliari con polizze assicurative e conti correnti, servizi di pay tv).

Trend di attività costante ed anzi incrementato all’inizio del 2020. Le difficoltà economiche in cui versano molte imprese italiane hanno indotto l’Autorità ad utilizzare, nei primi nove mesi del 2020 rispetto all’anno precedente, l’istituto della moral suasion in 110 casi rispetto a 59, l’istituto degli impegni in 15 casi a fronte dei 14 dell’intero 2019, mentre è stata ridotta l’irrogazione di sanzioni a 49 casi rispetto ai precedenti 89 (per un totale di 43,9 milioni a fronte di 74,6 milioni).