Esclusione di Klaus Davi dal consiglio comunale ? “gioiscono” i boss della n’darngheta

Tacciono  I presidi dello Stato che in Calabria non hanno mai brillato per ‘reattività’

Di Mario Modica

Lo scandalo dei seggi pazzi assurge a tema delle Tv nazionali con Paolo Liguori che spara ad alzo zero dagli schermi di  Tg Com  sugli ormai mitici scrutini reggini. Il direttore, ha detto nelle varie edizioni del tg  all news di Mediaset della giornata di ieri: “Chi ha pensato che per effetto del  solito accordicchio sotto banco di  fermare Klaus Davi si sbaglia. Lui ha un cuore ormai del sud ma ormai una testa svizzera e quindi ha molto metodo oltre che una memoria di ferro.”  

A dire la loro (si fa per dire) , nel frattempo.  ci pensano ora i super boss della Ndrangheta. Dalle profondità del web emerge una nuova vignetta. Protagonisti tre esponente dei clan Libri, De Stefano e Tegano (a onor del vero due di quali passati a miglio vita) che disquisiscono (sembrerebbe ) sulla gesta della ‘Commissione’ che nell’immaginario mafioso può essere intesa però come una sorta di sinedrio mafioso . “Allora, hanno silurato Klaus Davi?” Dice uno dei tre. Ribatte il secondo “anche se abita nel quartiere della Ndrangheta gli è servito a poco” Icastico il terzo  : “comunque sia l’ha preso nel c…..”

Un caso che siano stati scelti tre boss i cui clan  secondo alcune indagine avrebbero intrattenuto rapporti con politici regini, alcuni dei quali hanno patrocinato alcune liste che, al contrario di quella di Davi, sono state ‘vidimate’ dalla autorità locali  perché hanno raggiunto il quorum? Chi può dirlo. Nessun commento dai cosiddetti ‘presidi’ dello Stato in Calabria,  che in verità sono avvezzi a ben altri scandali e fanno leva sulla rassegnazione di un popolo (quello calabrese) che grazie alla palese inadeguatezza delle istituzioni (non solo quelle locali)  e della classe dirigente  è diventata la regione più povera d’europa. Non sarà quindi il solito scandalo elettorale a smuovere particolarmente le coscienze. E intanto i boss  se la ridono. Ma questa è satira.