Klaus Davi: “Da solo ho battuto M5S e Lega”

di Mario Modica

Vinta una sfida folle ‘mi ha incoraggiato Paolo Liguori’. Intervista al massmediologo che ha partecipato alle consultazioni elettorali a Reggio Calabria con una propria lista.

Klaus Davi

Oggi si saprà chi, a Reggio Calabria vincerà il ballottaggio tra il sindaco uscente Giuseppe Falcomatà e Nino Minicuci candidato del centro destra. Una sfida aperta che decreterà chi dei due ‘vincitori’ del primo turno svoltosi 15 giorni fa,  guiderà la città dello Stretto di Messina (250 mila abitanti)  per i prossimi cinque anni. Una competizione  importante visto che la città che diede i natali a Gianni Versace intercetterà cospicui fondi destinati alla città metropolitana. Ma per gli osservatori la competizione ha già un vincitore morale : il giornalista e massmediologo Klaus Davi titolare delle omonima agenzia di comunicazione. Da solo ha messo in piedi una lista di sole 25 persone ( erano all’origine in 33 ma in otto hanno dato forfait poche ora prima della chiusura della presentazione dei candidati) dichiaratamente civica e anti Ndrangheta in una terra in cui oltre 30 famiglie considerate multinazionali del narcotraffico,  controllano ogni lembo del territorio. Per avere una idea : il centro destra e il centro sinistra avevano schierato  rispettivamente 12 liste  civetta e più di   900 candidati.

D: Klaus Davi, uno svizzero del cantone di Berna, che vive e lavora a Milano,  che si presenta a Reggio Calabria e porta a casa il 5% dei voti. Un bel risultato

R: Assolutamente . In pochissimi ci credevano. Ma abbiamo fatto un miracolo. Un risultato importante se si considera che abbiamo preso più voti della Lega a Reggio che esprime il candidato sindaco del centro destra  e dei M5s.

D: Una spiegazione?

R: Ho fatto il consulente per molte campagne elettorali e per quasi tutti i partiti. Pur avendo pochissimo  tempo perché siamo partiti a luglio , potevo contare su una certa esperienza tecnica.

D: Si ma la Calabria è un territorio difficilissimo. Il voto d’opinione è marginale.

R: Abbiamo intercettato il vento che cambiava. Il mio lavoro per le aziende consiste nella capacità di registrare gli umori dei consumatori e di tarare le strategie di comunicazione di conseguenza. Ho capito che la gente non ne poteva più del malaffare e della prepotenza mafiosa e ho formulato proposte in positivo per liberare il territorio dai condizionamenti mafiosi.

D: Quale è stata la mossa vincente?

R: Non limitarsi ai social. E’ un grave errore. Nel nostro paese contano molto gli  over sessantenni  e con loro ci parli solo andando in giro. Nico Pangallo, un autorevole  criminologo che lavora con le più importanti procure, ha messo insieme  con me  la lista dei candidati ,   e mi ha  subito  avvertito :  “qui la politica da salotto non paga. Vai in giro solo cosi prenderai voti.” Aggiungo che anche le donne io contatto diretto è determinante.  

D: Detto fatto…

R:  Ho fatto di tutto : attaccato i manifesti, distribuito i volantini, bazzicato mercati, vissuto in  quartieri off limits, incontrato la società civile. Quello che deve fare un politico che si candida a interpretare le esigenze del territorio. E anche i miei 25 candidati si sono dati altrettanto da fare con il massimo impegno . Per loro la sfida era ancora più complessa perché li ci vivono.

D: Nel corso della campagna elettorale alcune testate dubitavano del successo ?

R: Carlo Valentini di ‘Italia Oggi’ ha definito la nostra impresa ‘disperata’. Tommaso Labate sul suo blog  le nostre campagne ‘stupide’, Gianfranco Turano sull’Espresso ci ha descritto come votati  al  fallimento. Sono state critiche utili per migliorare,  che abbiamo accolto  con il massimo  interesse e attenzione.

D: Critiche ma anche incoraggiamenti?

R: Paolo Liguori in primis . Se questa lista ha preso vita è indirettamente anche merito suo   perché ha sempre creduto nel lavoro che faccio. E’ un giornalista che viene dalla gavetta e giudica le cose completamente privo di pregiudizi. Non risparmia critiche ma non sono mai pregiudiziali. La stampa locale,  in primis la ‘Gazzetta del Sud’, ha seguito  con interesse vigile  le nostre iniziative.

D: Lei ha preso cinquemila voti  sfiorando  il 5% ma per entrare in consiglio comunale la Lista dovrà  superare lo sbarramento del   3%….

R: Era la partita più ardua, ancora non c’è la conferma ufficiale ma ce le stiamo battendo.  A seguito di una pessima gestione delle schede da parte  di molti presidenti del seggio la Prefettura di  Reggio Calabria  non ha ancora comunicato i dati ufficiali e sono passate due settimane. Peggio delle elezioni Usa del 2000.

D: Lettere aperte contro i boss, una tenda brandizzata nei quartieri difficili, le sue  azioni di viral marketing sono comunque servite….

R : Si. Abbiamo fatto una campagna che può tranquillamente entrare nei libri di testo.  Abbiamo dimostrato che anche nelle terre belle ma   complesse come la Calabria  gli elettori anche più riottosi possono reagire agli stimoli giusti. Resto sempre, nell’animo,  un uomo di comunicazione aziendale. E il giornalista che è sempre vivo in me mi ha reso aperto, curioso, partecipe delle richieste della gente.

D: Tradotto ?

R: A differenza di sinistra e ‘radical chic’ che si parlano addosso , so ancora  ascoltare.

D: Ora cosa farà?

R: La vita di sempre, solo ancora più movimentata. Ho rinnovato il mio contratto con Mediaset, a breve uscirà il mio libro per le edizioni Piemme (Mondadori).

D: Tema ?

R: Top secret. Ma non sarà un libro tranquillizzante….