Pubblicità: cercasi interprete

Da un po’ di tempo a questa parte ho difficoltà con gli spot che vedo in tv. Alcuni volano davvero alto. Così tanto che i miei poveri neuroni, appesantiti dagli anni, faticano a stare a quella quota.

Prendiamone uno a caso: l’ultimo di TIM. Una sequenza di immagini che si rincorrono sullo schermo scandendo il brano “Brava” cantato da Mina. Prima di arrivare al claim finale ( TIM : UNICA ) lo spettatore ha visto in ordine sparso: gente di ogni età che si affaccia a delle finestrelle colorate, un uccellino che vola (mi sembra un colibrì ma, non essendo un ornitologo, potrei sbagliarmi anche su questo), un quadro di Modigliani (questo l’ho beccato!) dove la modella effigiata diventa reale, una statua del padre Dante che si anima come il convitato di pietra del Don Giovanni porgendo gentilmente la mano all’uccellino il quale però sembra non gradire e, chissà perchè, vola altrove. Chiude lo spot una bella bandiera bianca rossa e verde che, specie di questi tempi, ci sta sempre bene.

 
Il claim l’ho capito. Su tutto il resto zoppico forte. L’ho premesso: è l’età.

Altro film sul quale arranco come un criceto sulla ruota è lo spot di lancio di SKY Wi Fi dove l’attore Jude Law parte da lontano, addirittura dalla forza dell’Amore, per cercare di farci capire – sempre parlando verso macchina (e sempre rigorosamente fuori sincrono) – l’importanza e il ruolo del servizio e del Brand. 
Non crediate che io abbia un’ avversione preconcetta verso i camminatori parlanti. Tutt’altro. Ne è una prova la mia ammirazione incondizionata verso il “prototipo” ancestrale di questo tipo di film. Quello di Johnnie Walker di qualche annetto fa dove l’attore Robert Carlyle cammina (e parla) verso macchina per oltre 5 minuti senza mai interrompersi un secondo. Quel film lo capii subito e – non ci credereste – lo acclamai anche come un capolavoro. Ma allora ero più perspicace, più giovane e anche più soggetto agli entusiasmi.Oppure…Oppure – e potrebbe essere un’altra ipotesi – tra la pubblicità di una volta e quella di adesso c’è un gap che la crisi – economica e di valori – che stiamo attraversando non riesce a colmare. Chissà? 

Nel dubbio torno a prendermi una boccata di buona aria di Scozia e a farmi due passi in compagnia del mio camminatore preferito. Perché non mi seguite? Farete un salto nel passato: quando gli spot erano una cosa sola col Brand e, incredibile a dirsi, erano ancora ideati non dai clienti ma da Agenzie di Pubblicità orgogliose del loro ruolo e del loro nome. Fate click. Probabilmente scoprirete un altro mondo. Di certo scoprirete un’altra strada: