Il telefonino: l’occhio degli imbecilli

di Maurizio Badiani

Ha suscitato notevole scalpore in questi giorni l’episodio di una povera donna che, a Crema, dopo essersi cosparsa di benzina, in pieno giorno, si è data fuoco in un prato situato a due passi da affollate strade di scorrimento. 

Maurizio Badiani

Il motivo di tanto rumore non è stato la drammatica fine di una giovane vita ma il fatto che la maggior parte di presenti, anziché provare ad offrire un soccorso alla disgraziata, si è limitata a “filmare l’evento col telefonino”. 

Come se la realtà vera non fosse quella che avevano davanti ma solo quella che sarebbe stata “immortalata” per sempre dall’obiettivo asettico (e crudele) del loro cellulare. 

Chissà se qualcuno dei novelli Dziga Vertov avrà pensato in quegli attimi cruciali “Magari, dopo, il videolo metto in rete e sai quanti “likes!!.” 

Oppure “Magari lo vendo a qualche network televisivo e chissà che non ci faccia dei bei soldi…”.

Certo è che qualunque cosa gli improvvisati cinematografari abbiano pensato in quel frangente fataleè stata anteposta all’unica cosa di buon senso che avrebbero potuto fare: provare a salvare una vita.                                                    

Solo due persone, tra tanti astanti, hanno lasciato il telefonino in tasca e si sono precipitate a dare soccorso alla donna. 

Soccorso rivelatosi tardivo ma che almeno ha dimostrato che, sul posto, tra tanti mostri, erano presenti anche due esseri umani.