La reputazione dei politici sul web

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Qual è la reputazione online dei politici italiani? Reputation Science (www.reputationscience.it) inaugura il nuovo Osservatorio Politico che monitora la web reputation e la presenza in Rete di leader politici, sindaci e Presidenti di Regione, che nel mese di giugno tra web e social hanno generato complessivamente oltre 90 mila conversazioni, un valore estremamente alto che conferma la grande attenzione degli italiani sul tema. Per ogni soggetto è stato calcolato un indice reputazionale (da 0 a 100) che tiene conto sia dei volumi di conversato che della qualità dei contenuti, analizzando tutti gli aspetti di ogni singola mention che guidano la percezione dell’utente verso il personaggio.

1. Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio

A guidare la classifica della prima metà dell’anno c’è il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che insieme all’intero Governo e alle forze che lo sostengono si è trovato a fronteggiare l’emergenza sanitaria. È lui il politico italiano che gode della miglior web reputation. A giugno, il premier è stato protagonista degli Stati Generali e ha annunciato il Recovery plan, due tasselli considerati fondamentali dal Governo per la ripartenza dell’Italia. Nonostante le critiche delle opposizioni e della piazza dei Gilet arancioni, i sondaggi confermano la fiducia degli italiani nel Presidente del Consiglio: una fiducia che contribuisce, con commenti social e sul web, a far crescere la sua reputazione. A giugno, con 90.49 punti su 100, è in cima alla classifica.

2. Luca Zaia, Presidente Regione Veneto

Al secondo posto della classifica di Reputation Science c’è Luca Zaia. Il governatore leghista ha gestito in prima persona l’emergenza coronavirus in una delle regioni più colpite, ma la sua popolarità valica i confini del Veneto. Zaia, con i suoi 88.49 punti e le numerose news online nel mese di giugno (oltre 4500), si mette alle spalle politici più blasonati e conquista il popolo del web anche grazie alla fermezza nella gestione del Covid19 e ai buoni risultati in termini di calo dei contagi nella propria regione. Con il 62% è anche il politico in classifica a godere della più alta percentuale di sentiment positivo: lo scontro con Giorgia Meloni sull’autonomia regionale e lo scivolone sui cinesi («Li abbiamo visti tutti mangiare i topi», ha detto in un’intervista) non hanno scalfito la sua web reputation.

3. Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia

Medaglia di bronzo per Giorgia Meloni (81.94). La leader di Fratelli d’Italia, unica donna a guidare un partito a livello nazionale, ottiene il terzo posto grazie alle buone performance di FdI, che ormai tallona il Movimento 5 Stelle negli indici di gradimento, e dimostra di avere la capacità di “bucare lo schermo” e occupare spazio sulla stampa web come pochi. Numerosi i suoi interventi ripresi sui giornali online nei mesi di maggio-giugno, dalle dichiarazioni sugli Stati Generali allo scontro con la ministra Teresa Bellanova, passando per gli attacchi all’indirizzo del governatore De Luca e per l’invito a non scaricare la app Immuni. I commenti web riferiti al suo operato sono negativi per il 39% ma hanno un impatto minimo sulla sua figura: a giugno è terza.

4. Matteo Salvini, Lega

È staccato di 10 punti dal podio Matteo Salvini. Il leader della Lega a giugno ottiene 71.82 punti e si ferma al quarto posto. A incidere sulla sua performance, tanti commenti negativi (il 43% dei contenuti online). A giugno, poi, Salvini deve fare i conti con la giustizia sia per il caso Open Arms (con la giunta del Senato che ha negato il processo) che per il caso della nave Gregoretti (processo rinviato a settembre). Oltre alla lite con la ministra Lucia Azzolina sulla corretta dicitura di plexiglas, i social network si sono scatenati per due video che ritraggono il leader leghista: quello in cui mangia le ciliegie durante la conferenza stampa con il governatore Zaia e il botta-risposta avuto con il presentatore Giovanni Floris a Di Martedì

5. Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia Romagna

Conquista il quinto posto – lasciandosi alle spalle politici ben più famosi – il Presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini (71.06). Negli ultimi sei mesi, il governatore di centrosinistra ha conquistato sempre più notorietà, prima grazie alle elezioni regionali e allo scontro mediatico con Salvini vinti, e poi per via dell’emergenza Covid-19. Una situazione di difficoltà dalla quale Bonaccini esce però rafforzato e che gli garantisce un’alta popolarità anche sul web, con il 52% di commenti positivi e il record per il minor numero di negatività (6%). Gli utenti della Rete hanno dimostrato di aver apprezzato l’impegno del governatore per l’economia circolare (per i quali sono stati stanziati 140 milioni di euro), per la mobilità sostenibile (grazie agli autobus gratuiti per gli studenti) e per la riduzione della Tari.

6. Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri

Un grande sostegno social per Luigi Di Maio, sesto in classifica. A inizio anno ha lasciato ufficialmente la guida del Movimento 5 Stelle ma continua a essere uno dei pochi punti di riferimento per gli attivisti del partito: sono loro che sotto ogni post social non fanno mai mancare il proprio affetto e sostegno all’attuale Ministro degli Esteri. L’emergenza coronavirus per Di Maio è stata un’occasione di rilancio: tante le dichiarazioni in cui annunciava l’arrivo di medici, mascherine e dpi dai Paesi stranieri. Un impegno di cooperazione internazionale che per molti ha fatto sì che Di Maio riportasse il Ministero degli Esteri al centro dell’azione del governo. Nell’ultimo periodo, è stato apprezzato per il lavoro volto a riportare turisti in Italia e a rilanciare l’export nostrano: a giugno, con 67.40 punti, è sesto.

7. Silvio Berlusconi, Forza Italia

Settimo posto per Silvio Berlusconi (58.68). Al fondatore e leader di Forza Italia molti utenti e commentatori riconoscono una «seconda giovinezza», che dopo gli scandali giudiziari sembra avergli dato carburante per una nuova stagione politica basata sulla responsabilità. È questo il termine ricorrente nei contenuti web che si riferiscono a Berlusconi nei primi sei mesi dell’anno, tra i quali compaiono le news relative alla sua donazione da 10 milioni di euro per combattere il coronavirus, la presentazione del piano “Salva Italia” e il suo allontanamento dalla manifestazione del 2 giugno con Salvini e Meloni. «Il buon esempio di Berlusconi», basato su un’opposizione non demagogica e sull’europeismo, scrive Il Foglio: un endorsement che gli vale il 52% di commenti positivi e il titolo di leader responsabile del centrodestra, almeno sul web.

8. Vincenzo De Luca, Presidente Regione Campania

Vincenzo De Luca è il terzo dei presidenti di Regione a comparire in classifica. Anche per lui, la gestione dell’emergenza sanitaria è stata un’occasione per tornare sotto i riflettori nazionali. Per farlo, il Presidente della Campania ha scelto uno stile comunicativo tutto suo con il quale, di certo, non le ha mandate a dire. Tante le sue uscite che sono rimbalzate sul web e sui social, dagli insulti a Matteo Salvini («Un cafone politico tre volte somaro») al famoso «vi mando i Carabinieri a casa con i lanciafiamme» all’indirizzo di chi, in piena emergenza, voleva organizzare feste di laurea. Dichiarazioni che hanno generato migliaia di apprezzamenti ironici e divertiti e il 50% dei commenti positivi. Nonostante questo, a giugno non va oltre l’ottavo posto (52.66).

9. Carlo Calenda, Azione

In molti si chiedono quale sia il vero potenziale di Azione. Tra sondaggi altalenanti e un uso spasmodico di Twitter, Carlo Calenda ancora non è riuscito a sfondare. A giugno, nella classifica sulla web reputation dei leader politici, si ferma al nono posto (43.73). Tra le sue uscite più apprezzate dagli utenti, l’impegno per salvaguardare i posti di lavoro dell’Ilva di Taranto e le proposte per il rilancio economico dell’Italia. Il leader di Azione, che ha definito gli Stati Generali un’«ignobile baracconata», continua così lo scontro con il Governo e con il Movimento 5 Stelle, tanto da dichiarare che «uno come Alessandro di Battista non lo manderei nemmeno a zappare la terra». A giugno, ottiene molte citazioni sul web in riferimento alla nascita delle sezioni locali di Azione e per l’ingresso nel partito del consigliere regionale lombardo Niccolò Carretta. 

10. Nicola Zingaretti, Partito Democratico

Entra in top ten il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti. Quarto dei cinque governatori in classifica, il leader del PD a giugno si è dovuto difendere dall’attacco di Giorgio Gori, che ha chiesto al partito maggiore incisività e una nuova leadership. Parole che hanno destabilizzato la posizione del segretario, generando due onde contrapposte, una di solidarietà (più debole), l’altra di aperta critica al suo operato (più forte): il 44% dei contenuti riferiti a Zingaretti è, infatti, negativo. Buona copertura, invece, per la visita da Papa Francesco e per la campagna di test sierologici nel Lazio. Con 42.91 punti è al decimo posto.

11. Virginia Raggi, sindaca di Roma

I lavori pubblici, i trasporti, il nuovo stadio: tre questioni aperte che minano la web reputation di Virginia Raggi. La sindaca di Roma, che pure gode del 44% di sentiment positivo, non riesce ad andare oltre l’undicesimo posto in classifica (41.37). A giugno, incassa gli attacchi di Nicola Zingaretti, Massimo Ferrero e di Rita Dalla Chiesa per via del “degrado” della città e fronteggia Casapound durante lo sgombero del palazzo di via Napoleone III. Gli utenti web apprezzano gli arresti nei confronti del clan dei Casamonica. Tra le note positive che Raggi può vantare nell’ultimo periodo, l’endorsement di Alessandro Di Battista che l’ha definita «una sindaca fantastica». Non abbastanza, però, per scalare posizioni in classifica.

12. Giuseppe Sala, sindaco di Milano

Terzultimo posto per il sindaco di Milano Giuseppe Sala. Il primo cittadino è stato colui che, prima di tutti, ha dovuto fare i conti con l’emergenza coronavirus. Una situazione non facile da gestire che ha avuto impatto anche sulla sua web reputation degli ultimi 6 mesi. Sala è stato spesso citato in relazione alla situazione dei contagi in città e in riferimento alle norme anti-Covid, specialmente quelle che hanno riguardato la movida e la vendita di bevande da asporto. Nell’ultimo periodo, hanno avuto grande rilevanza lo scontro con il governatore della Sardegna Solinas, la discussione sulla statua di Indro Montanelli e le inchieste sulla controllata Atm. Gli utenti, inoltre, hanno dimostrato di non apprezzare la sua uscita sullo smart working, in cui invitava a «tornare a lavorare». Con 33.93 punti è dodicesimo.

13. Matteo Renzi, Italia Viva

Detiene il record per menzioni negative (47%), ma è riuscito a evitare l’ultimo posto in graduatoria. Matteo Renzi (19.27) a giugno è tredicesimo: criticato per la «manovra di Palazzo» riguardante la sfiducia al ministro Alfonso Bonafede, il leader di Italia Viva paga gli attacchi di Giulia Bongiorno, di Carlo Calenda («Renzi voleva essere Macron ed è finito come Mastella») e l’apertura dell’inchiesta sui versamenti ricevuti per una conferenza ad Abu Dhabi. 

14. Attilio Fontana, Presidente Regione Lombardia

La proposta di commissionare la Lombardia affossa la web reputation di Attilio Fontana. La campagna mediatica e social, che ha tutto il sapore di una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione Lombardia, fa scivolare Fontana all’ultimo posto. Nei primi sei mesi dell’anno, il governatore è stato al centro della scena mediatica nazionale ma non solo: la sua foto mentre indossa goffamente la mascherina, infatti, ha fatto il giro del mondo e ha contribuito a minare la sua reputazione online. Tra i contenuti più negativi del periodo in questione, le accuse dei medici lombardi a Fontana, i dubbi sul numero dei contagi e dei tamponi effettuati, le polemiche sull’inaugurazione del nuovo ospedale in fiera senza mascherine, la gestione dei malati nelle Rsa e l’inchiesta sull’acquisto di mascherine da parte di Regione Lombardia all’azienda della moglie e del cognato dello stesso Fontana. Mesi difficilissimi che lo relegano, con 10.45 punti, all’ultimo posto.