Sos per Libero: stop al finanziamento statale, rischia la chiusura

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Il Fatto Quotidiano di oggi svela il rischio crac del giornale di Belpietro

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Il quotidiano Libero diretto da Maurizio Belpietro è a rischio chiusura. Lo rivela Il Fatto Quotidiano di oggi con un lungo e dettagliato articolo a firma di Marco Lillo.

BELPIETRO: NON SI FERMANO INDAGINI SU AGGRESSIONE ARMATAIn pratica, l’allarme rosso è scattato all’indomani della scelta da parte del dipartimento dell’editoria di negare i contributi statali al giornale e di chiedere, anzi, la restituzione di 15,7 milioni che ha dato negli anni precedenti.

Il buco da coprire, quindi, ammonterebbe a circa 42 milioni di euro. E gli Angelucci, gli editori di Libero, non sarebbero intenzionati a coprirlo.

Spulciando il bilancio 2012 del giornale, si ha per intera l’idea della drammaticità della situazione: 5 milioni di copie in meno su base annua e pubblicità in calo per 1,5 milioni di euro. Ma perchè il dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio nega contributi per 34 milioni di euro?

“Tutta colpa dell’Agcom, l’autorità di garanzia per le comunicazioni – spiega Il Fatto – Per anni il dipartimento Editoria ha evitato di vedere che dietro due giornali finanziati, Libero e Il Riformista, c’era lo stesso soggetto, il gruppo Angelucci. Dopo una multa dell’Agcom, lo Stato ha chiesto i soldi indietro e bloccato i pagamenti per il futuro” creando così “un buco che rischia di risucchiare la testata fondata nel 2000 da Vittorio Feltri e costata ai contribuenti ben 39 milioni di euro fino al 2007, come denunciava su Panorama il direttore Maurizio Belpietro, poi diventato direttore proprio di Libero e membro del cda della società…”

Il capitale è sceso sotto la soglia stabilita dalla legge e gli amministratori chiedono ai soci di versare il mancante. Un’operazione tutt’altro che certa.