Home Speciali Libri In libreria il nuovo saggio di Alberto Contri: La sindrome del Criceto

In libreria il nuovo saggio di Alberto Contri: La sindrome del Criceto

È in libreria e su Amazon l’ultimo lavoro di Alberto Contri, docente di comunicazione sociale all’Università IULM di Milano, comunicatore di lungo corso e past president della Fondazione Pubblicità Progresso, che ha gestito per vent’anni. 

Il nuovo saggio La sindrome del Criceto (Edizioni La Vela) analizza, tramite una curiosa metafora, i danni derivati dal politically correct, che in questo momento storico sono diventati sempre più lampanti. 

“La natura – racconta l’autore – ha dotato il criceto di una grande capacità di correre veloce per sfuggire ai predatori. Ma ora che è diventato un animale da compagnia, non ha più bisogno di fuggire a gambe levate. Non essendo libero di scorrazzare, ha a sua disposizione solo la ruota. Correndo si mantiene in forma, liberando inoltre le endorfine che gli evitano di cadere in depressione. Ma la sua corsa serve solo a lui… Non è stato così difficile individuare criceti umani ovunque, che hanno corso e corrono solo per sé stessi, lasciando il paese nella tragica situazione in cui si trova”. Una riflessione attuale e pungente, quella di Contri, che non si limita a criticare soltanto i comportamenti sempre più solipsistici e autoreferenziali di leader politici e classe dirigente, ma mette in guardia dalla preoccupante deriva antropologica provocata dalla mitizzazione dell’innovazione tecnologica che rischia di creare un mondo popolato da ominidi sempre più controllabili e manipolabili dai giganti del web, mentre la diffusione delle teorie gender sta favorendo la trasformazione delle persone in esseri neutri, senza storia né tradizione, unicamente in balia delle proprie voglie. 

 Il saggio, però, non cede a inutili pessimismi o angoscianti conclusioni, e propone una soluzione costruttiva: un movimento d’opinione denominato GRU (Gruppi di Resistenza Umana) per risollevare il paese. Un movimento capace di promuovere la forza delle idee basate sull’educazione, lo studio, l’approfondimento, la condivisione del sapere e delle esperienze, il rispetto della dignità e la promozione dell’uomo, e il rifiuto del relativismo etico. Alla ricerca di un umanesimo integrale che non sia schiavo delle innovazioni fini a se stesse e possa dare uno spessore non retorico alla parola futuro.