Gauguin e la caccia alle streghe

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di Maurizio Badiani – Ora è la volta di Gauguin.

Dopo Montanelli la guerra fatta ai morti in odore di stupro allarga il suo raggio di azione e raggiunge Londra dove, da pochi giorni, si è chiusa la mostra “Gauguin e gli Impressionisti” che aveva come fulcro i quadri del pittore francese.

Gauguin lasciò Parigi nel 1891 lasciandosi dietro una società che non amava in cerca di un approdo meno civilizzato e corrotto. Lo trovò sulle spiagge di Tahiti, allora un piccolo angolo di paradiso in terra, dove, abbandonati abiti e costumi occidentali

sposò con entusiasmo quelli del posto. Li sposò in tutti i sensi dal momento che, tra le sue compagne, da lui più volte immortalate nei propri dipinti, figurano ambrate ragazzine di 13 o 14 anni, età in cui allora, sulle quelle isole lontane, le giovani fanciulle erano solite convolare a nozze. Al fascino solare del pescatore del posto qualcuna preferì quello più cupo e sofferto del pittore francese. Da qui la condanna irrevocabile delle nuove suffragette che – durante la mostra – hanno rivolto ai benpensanti di ogni credo l’invito al boicottaggio.

Programma vasto quello che le purificatrici si sono scelte, visto che la Storia (e non solo quella dell’arte) di episodi “alla Gauguin” è letteralmente piena. Basta sfogliarne qualche pagina per scoprire che il grande Rubens (grande anche anagraficamente visto che aveva già 53 anni) convolò a nozze con una rosea e compiacente fanciulla di 16 anni. Che dire poi di Maometto (il cui Nome pronuncio col dovuto rispetto) che ebbe – ci dicono gli storici – 15 mogli e almeno 4 concubine. Tra tante donne la preferita fu Aisha che il Profeta scelse come sua sposa quando aveva 6 anni. Mi auguro che le animose ragazze inglesi non vogliano per questo dichiarare un’altra guerra santa all’Islam. Già troppe ce ne sono state. E con esiti sempre nefasti.

Forse mi sbaglio, ma quella delle donne di Albione mi sembra una battaglia di retroguardia, una specie di caccia alle streghe fatta fuori tempo massimo dove a bruciare sulle fascine (per fortuna solo metaforiche) sono gli uomini anziché le rappresentanti del gentil sesso. 

E a me le cacce alle streghe non sono mai piaciute.Così come non piacevano a quel “cerveau fin” di Voltaire che ebbe a scrivere con fulminante intelligenza ” Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle”. 

Come diceva Arbore in una storica campagna: “Meditate gente, meditate.” 

PS. Credo che Gauguin si meriti, almeno da morto, un po’ di quella pietà cristiana che gli fu negata in vita. Appena chiuse gli occhi, le sue opere – ritenute oscene – furono bruciate dal Vescovo del posto che, una volta benedetta la salma, gli “concesse”, bontà sua, una tomba rigorosamente senza nome entro il cimitero della missione. Solo dopo 20 anni la tomba fu rintracciata e qualche anima pia vi pose su una lapide con una semplice scritta “Paul Gauguin 1903”.