COVID-19 e le criptovalute rifugio

COVID-19 e la contrazione economica globale stanno influenzando in modo sorprendente le abitudini di consumo delle criptovalute.

Una recente analisi svolta dalla società di intelligence Chainalysis ha dimostrato che COVID-19 e la contrazione economica globale stanno influenzando in modo sorprendente le abitudini di consumo delle criptovalute. Ad oggi, le criptovalute sono utilizzate prevalentemente per commerciare online, nelle app di trading di criptovalute e nell’ambito delle scommesse virtuali.

Esempio: I dati forniti nel rapporto di Chainalysis relativi alla spesa per Bitcoin utilizzando i servizi commerciali dal luglio 2019 al 9 marzo 2020 rivelano che c’è una forte correlazione positiva tra prezzo e spesa: più il Bitcoin vale, più è probabile che i detentori di Bitcoin siano propensi a spendere.

Considerando questa relazione e l’espansione di alcune criptovalute, si potrebbe considerare Bitcoin come un bene rifugio?

Chi è favorevole?

WallStreetItalia ha menzionato Nigel Green, CEO di deVere Group, società di servizi finanziari e consulenza, che ha definito il bitcoin un “bene rifugio in tempi di incertezza”. Green spiega che “’l’attuale traiettoria al rialzo del prezzo del bitcoin è correlata alla diffusione del coronavirus”. “Più singoli casi vengono identificati, più paesi in tutto il mondo ne sono interessati e maggiore è l’impatto sui mercati finanziari tradizionali, maggiore è il prezzo del bitcoin”  

Perchè l’halving è importante?

Green ha una visione molto chiara ma non cita il terzo halving di bitcoin, che sarebbe avvenuto a maggio 2020, ossia pochi mesi dopo l’intervista. L’halving e’ importante per due motivi:

  • ● L’halving di Bitcoin è un momento delicato che si ripete ogni quattro anni. L’halving e’ il momento dopo il quale la ricompensa per i nuovi blocchi viene dimezzata.
  • ● Questo aumenta la difficoltà di ottenere nuovi bitcoin. Se ogni quattro anni circa l’offerta di nuovi Bitcoin viene limitata, ne segue che i prezzi della criptovaluta aumentano.
  • ● Poiché risulta difficile ottenere nuovi bitcoin il prezzo potrebbe stabilizzarsi o aumentare nel medio termine 

Chi è contrario?

Non tutti sono dell’opinione di Green. 

L’Avv. Giovanni Bonomo, Chief Innovation Officer di AL Assistenza Legale afferma su Il Sole 24 Ore che “Vedere […] nel Bitcoin un bene rifugio resta a tutt’oggi una scommessa. ”

L’affermazione dell’avvocato si basa su una contestualizzazione precedente dove afferma che il Bitcoin rimane non regolamentato e la stessa Consob afferma che le  “monete virtuali” non hanno corso legale in gran parte dei paesi e dunque l’accettazione come mezzo di pagamento è su base volontaria,

Anche se Bitcoin non viene considerato un bene rifugio, l’utilizzo di questa valuta virtuale nel commercio online o nelle app di trading di criptovalute risulta sempre più comune.

Lo stato attuale

Come ogni tecnologia dirompente, anche Bitcoin divide le opinioni fra coloro che lo supportano e coloro che non lo possono sentire. Nonostante favorevoli e contrari, Bitcoin resta la criptovaluta per eccellenza e il progressivo halving quadriennale continuerà a ridurne la quantità in circolazione stabilizzandone il volume complessivo.

Quando il volume complessivo sarà stabilizzato, il trading di Bitcoin risulterà simile alle operazioni di trading con valute straniere e, grazie anche alle app di trading di criptovalute, potrebbe aiutare a stabilizzare il valore della moneta. 

A questo punto, le attività di commercio online che accettano Bitcoin potrebbero vedere un’impennata di pagamenti attraverso questa valuta.