Elogio di un pisano ai livornesi 

357

di Maurizio Badiani – Lo ammetto: sono un Pisano degenere. 

Maurizio Badiani

Nel senso che mi piacciono i Livornesi. Amo Modigliani, stravedo per Mascagni, adoro Virzì. Trovo che nella città Labronica soffi uno spirito di sana irriverenza, di innovazione, di irresistibile voglia di fare che nella mia città natale si è spento da un pezzo.

Ne volete una prova? Forse qualcuno dei miei lettori si ricorderà che pochi giorni fa lamentavo lo stato pietoso in cui si trovano nelle nostre città – causa Coronavirus – gli spazi destinati all’affissione, ridotti ormai, in mancanza di inserzionisti, a vuoti e tristi pannelli arrugginiti. Bene, la creatività dei Livornesi in poche ore ha risolto il problema. Un artista (o un gruppo di artisti, la cosa é ancora da appurare) – ha avuto un’idea brillante quanto semplice: complice il buio della notte, ha coperto la ruggine di decine di pannelli vedovi di affissione con coloratissimi e allegri “pezzi unici”. 

L’iniziativa pare sia stata apprezzata anche dall’Assessore alla Cultura il quale si é messo sulla traccia del writer (o dei writers) per rivolgergli, al posto della solita reprimenda, un invito a ripetere l’esperimento. Magari su più larga scala.

Che dire? Se fino a ieri avevo una serie di buoni motivi per apprezzare gli abitanti della città dei 4 mori, da oggi ne ho uno in più.

E non me ne vogliano i miei concittadini: lo so, anche loro hanno avuto Giovanni Pisano, Galilei e Fibonacci che proprio dei bischeri non erano.

Ma è tutta roba di ieri. E invece, purtroppo o per fortuna, la storia va avanti. Anche in questi giorni di color ruggine e di Coronavirus.